Da Cesena imprenditore in lotta contro hacker e fake news

Marco Ramilli, lo 007 della cybersecurity e socio del Rotary Club Cesena, è stato intervistato venerdì scorso, in diretta online, da Adriano Maestri. È tra i massimi esperti al mondo di sicurezza informatica, imprenditore e scrittore. Nel 2015 ha fondato “Yoroi”, che sviluppa uno dei più avanzati centri di difesa informatica in Europa e oggi conta oltre 150 collaboratori.

«La difesa del digitale – ha ricordato Ramilli – è importante quanto quella dell’ambiente fisico. Se ci rubano l’automobile resteremo dispiaciuti per alcuni mesi, ma se ci rubano i dati del nostro account Facebook allora non si tratta più di rubare un oggetto ma del futuro della nostra identità. Il mondo del digitale è attivo da circa 15 anni e molti ancora non sono preparati ai rischi che questo nuovo ambiente comporta. “Yoroi”, il nome della società che ho fondato, si rifà all’armatura dei mitici samurai giapponesi».

Ramilli ha spiegato che «gli attacchi hacker si suddividono in due tipi: opportunistici, rivolti ai grandi numeri, oppure verso target specifici. Questi ultimi attacchi sono certamente più pericolosi. Mi è capitato un caso di un imprenditore che ha dovuto chiudere la sua azienda perché gli hacker gli avevano bloccato tutta la sua infrastruttura digitale, che comprendeva anche macchinari a controllo numerico chiedendo, per ridargli il controllo, un riscatto in bitcoin che l’imprenditore non ha voluto e potuto pagare. Una triste storia che purtroppo non è più un caso isolato. Banche, assicurazioni e pubbliche istituzioni – ha proseguito Ramilli – subiscono i maggiori attacchi hacker e per questo hanno investito in questi anni molte risorse per proteggersi, mentre per molte piccole e medie imprese manifatturiere italiane questa cultura sulla cybersecurity è ancora da costruire ed è proprio tra loro che gli hacker stanno intensificando i loro attacchi».

Altro importante tema dell’incontro sono state le fake news che ormai dilagano su internet. «La diffusione di software Bot, un programma autonomo che nelle reti sociali fa credere all’utente di comunicare con un’altra persona, e la naturale ricerca del consenso da parte dell’essere umano creano ad arte, partendo da una notizia o un dato falso o parzialmente falso, la fake news. Il digitale è certamente una grande opportunità per l’umanità, ma deve essere governato. Le decisioni importanti – ha detto Ramilli – spesso richiedono tempo per essere elaborate correttamente e questo non avviene con le tempistiche dell’era digitale. Dobbiamo ritrovare la capacità di aspettare e di riflettere».

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