Da Cesena e Forlì 4 priorità agricole per i candidati

L’avvicinarsi delle elezioni politiche ha spinto Confagricoltura a chiamare in causa tutti i candidati su alcuni punti cruciali per il settore agricolo a livello locale.

Quattro sono le domande-richiesta principali che tramite il presidente Carlo Carli Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini formula su nodi dell’agricoltura romagnola.

«Le imprese agricole hanno registrato una forte perdita di competitività, che occorre contrastare intervenendo sui costi di produzione e sul consolidamento dell’efficienza aziendale – evidenzia Carli – La tutela del Made in Italy agroalimentare è da sempre priorità di Confagricoltura. Fondare il modello agroalimentare sui prodotti della terra rinforza il senso di appartenenza dei nostri agricoltori. E’ nostra convinzione che l’Europa debba promuovere un modello nutrizionale in grado di garantire alla popolazione una migliore qualità della vita e la piena salvaguardia della sostenibilità ambientale: e tutto questo nasce dal lavoro che noi agricoltori facciamo sul territorio. Rafforzare le filiere produttive è un obiettivo da perseguire con forte impegno attraverso l’adeguamento delle strutture di stoccaggio e della rete dei trasporti, l’aggregazione di offerta delle produzioni agricole per condurle sui mercati a costi ed in tempi più convenienti possibili, la digitalizzazione delle nostre imprese per favorire il marketing e la rintracciabilità delle produzioni. A livello comunitario siamo preoccupati per il ritardo nella definizione della nuova Pac e della sua entrata in vigore: il quadro delle regole e degli interventi deve essere messo a punto il prima possibile. Prima la pandemia, poi il caro materie prime e la guerra: stiamo vivendo una fase di emergenza continua. Crediamo che la Commissione Europea debba considerare la possibilità di riservare ulteriori fondi a favore del settore agricolo».

I punti su cui Confagricoltura chiede ai candidati di esprimersi, in modo da avere un impegno preciso dei vari schieramenti su temi cruciali per l’agricoltura riguardano anzitutto la siccità. «L’estate ci lascia una doppia eredità da gestire. Da una parte i danni subiti dalle aziende, dall’altra l’ennesima conferma che le infrastrutture idriche sono insufficienti. Come pensate di intervenire?»

Poi il caro energia: «Ci sono filiere agricole letteralmente in ginocchio, come la zootecnia che sul territorio esprime livelli di eccellenza. Come disinnescare questo fenomeno? Rivedreste la norma sugli extraprofitti?»

Sul tema lavoro la scarsità di manodopera disponibile continua ad essere un grave problema «Siete favorevoli a una reintroduzione dei voucher in agricoltura? Continuerete a finanziare il reddito di cittadinanza?»

Infine la revisione della Legge 152 in tema di caccia, alla luce dei danni ormai incalcolabili all’agricoltura, e non solo, derivanti da caprioli, cervi, daini, storni e soprattutto cinghiali. «La politica – conclude Carlo Carli – deve mettere in campo interventi urgenti per salvaguardare produzione e occupazione. Noi aspettiamo risposte e fatti».

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