Da Cesena a Leopoli: in marcia contro la guerra e per salvare civili

C’erano anche sei van di Mediterranea nel convoglio di pace di 70 mezzi che ieri all’alba ha attraversato la barriera del confine tra la Polonia e l’Ucraina per raggiungere Leopoli. L’equipaggio di Mediterranea Forlì-Cesena è partito da Cesena giovedì con il van messo a disposizione dalla parrocchia di Sorrivoli e su cui viaggia anche il consigliere regionale di Coraggiosa Federico Amico di Reggio Emilia, per raggiungere Gorizia. Venerdì si è unito al convoglio direzione Polonia.
Missione numero 2
Per Mediterranea questa è la seconda missione “Safe Passage”, che ha proprio l’obiettivo finale di dare passaggio sicuro a chi diversamente, pur avendo diritto di lasciare l’Ucraina, non avrebbe avuto la possibilità: ad esempio perché appartenenti a comunità Lgbtq e per questo oggetto di discriminazioni, o perché residenti in Ucraina ma stranieri. Oggi per Mediterranea e le altre associazioni che fanno parte del convoglio comincia il viaggio del rientro per portare queste persone in Italia.
Individuate le persone da salvare
La giornata di ieri è stata fondamentale per concretizzare il lavoro, cominciato ancor prima di partire, per individuare le persone a cui offrire un passaggio sicuro, un lavoro che si basa anche sul coltivare relazioni con le associazioni attive in Ucraina ed a Leopoli in particolare. È un lavoro che si fa anche andando nei luoghi che sono punto di riferimento per chi si prepara a lasciare il suo Paese o sta provando a farlo. Lo è la stazione di Leopoli, crocevia centrale nelle rotte dei profughi che vogliono entrare in Europa dalla Polonia. Nel piazzale antistante, sono passate dall’inizio dell’invasione migliaia di persone: qui sono attive associazioni come Croce rossa, World Central Kitchen, che allestisce cucine da campo in luoghi di conflitto e di crisi per distribuire pasti a chiunque ne abbia bisogno.
In marcia per la pace
Essere presenti come risposta di pace al conflitto era anche il messaggio al centro della manifestazione di ieri che è stata culmine dell’iniziativa “Stop the war now”: ha portato rappresentanti delle 89 associazioni che hanno aderito, in centro a Leopoli per una passeggiata che aveva come scopo quello di ribadire l’appello al cessate il fuoco per lasciare spazio alla diplomazia e alle organizzazioni umanitarie. La manifestazione è stato il momento culminante e conclusivo della giornata cominciata con la consegna degli aiuti umanitari e proseguita con una serie di incontri, moderato da Alberto Capannini che con Operazione Colomba dell’associazione Papa Giovanni XXIII è a Leopoli dai primissimi giorni del conflitto, al centro degli Orionini di Leopoli dove le 200 persone arrivate dall’Italia col convoglio, hanno incontrato le autorità civili e religiose. Tra i primi lo staff del sindaco di Leopoli, che ha ringraziato per presenza, tra i secondi anche il vescovo della chiesa ortodossa di rito greco-cattolico, e il sacerdote del centro Don Orione che ha raccontato come la scelta di rimanere dia speranza alle persone che lo frequentano.

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