Da “buon compromesso” a “non è più sport”: la mascherina nel volley divide i pareri

La pandemia costringe lo sport a fare i conti con il virus e anche nel mondo della pallavolo cominciano a vedersi atleti con la mascherina durante le partite. Dopo Vibo Valentia in campo maschile, è stata Taylor Fricano dell’Olimpia Teodora Ravenna ad utilizzarla contro Marsala. Ma cosa ne pensano gli addetti ai lavori delle principali società romagnole? «Scientificamente non so bene quali siano le risposte a livello prestativo o di quanto le ragazze possano stancarsi di più mentre indossano la mascherina – commenta proprio il coach ravennate, Simone Bendandi – l’unica cosa che posso dire è che non è una cosa nuova. Già quest’estate al torneo della Vnl si vedevano giocatrici che utilizzavano la mascherina durante il gioco, e anche nel campionato di club in Brasile. Inoltre, credo che ogni sport debba fare un discorso a parte, perché a livello fisico il lavoro che si fa durante una partita di pallavolo non è lo stesso che si fa nel basket o nel calcio. In ogni caso sono convinto che giocare con la mascherina possa essere un buon compromesso nel caso in cui ci si trovasse di fronte all’idea di fermare i campionati».
Ben diversa l’opinione del presidente della Omag, Stefano Manconi. «Mi sembra una cosa ai confini della realtà. Così non è più sport. E comunque, nel caso bisognerebbe capire se serve o non serve a qualcosa. Basta pensare a quello che accade nei time-out quando le ragazze bevono. Inorridisco solo al pensiero». Ieri intanto le sei atlete non positive sono tornate in palestra e oggi tre delle cinque positive faranno il tampone di fine quarantena sperando sia negativo. Domenica di certo non si giocherà e si dovrebbe tornare in campo con Sassuolo il 23. Domani, invece, si potrebbe conoscere la data della finale di Coppa Italia contro Brescia.


In campo maschile, la Consar è ancora bloccata e ne avrà per almeno un’altra settimana (15 al momento le positività nel gruppo squadra), e il suo tecnico Emanuele Zanini, sull’utilizzo della mascherina, resta un po’ perplesso. «La scelta è sempre individuale, perchè comporta dei disagi dal punto di vista personale a livello di respirazione. Perchè un conto è utilizzarla mentre si cammina, un altro mentre si fa sport ad alto livello, con intensità di gioco a livello massimale. Stessa considerazione sul tipo di mascherina, perchè un conto è utilizzare qualcosa che possa essere utile a limitare i contagi, un altro qualcosa su cui la scienza ci ha detto tutto e il contrario di tutto. Perchè pensare che nel 2022 l’umanità non riesca ancora a stabilire se la mascherina funziona e quale tipo di mascherina funziona mi lascia davvero basito».

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