Dopo più di trent’anni termina l’attività dell’associazione Moto club San Piero in Bagno, che decide di devolvere il proprio fondo cassa in beneficenza.
Il Moto club San Piero è nato alla fine degli anni ‘80 dalla passione di alcuni sampierani e dopo più di trent’anni di eventi, raduni e viaggi si appresta a chiudere definitivamente. Quest’associazione era originariamente orientata alla disciplina del trial, uno sport che prevede il superamento di ostacoli naturali – come pietre, rupi, torrenti – o artificiali, utilizzando moto agili e leggere. In quel periodo, grazie alla varietà e alle meraviglie che offriva l’Alta Valle del Savio e alla versatilità delle moto da trial, il Moto club è cresciuto, arrivando anche a organizzare escursioni sulle creste dell’Appennino Tosco-Romagnolo. In quegli stessi anni si contavano più di 150 iscritti con tessera federale, oltre a numerosi simpatizzanti. Venivano organizzate annualmente gare federali del campionato regionale con la partecipazione di centinaia di atleti nelle varie categorie, ma l’apice è stato raggiunto con l’organizzazione di una delle competizioni del campionato Trial Italiano, che ha attirato piloti e tifosi da tutta Italia. Le varie norme e divieti che nel tempo sono stati introdotti sul transito delle moto fuoristrada hanno portato alla scomparsa degli amatori di questo sport sul nostro territorio, limitando il trial ai soli professionisti, che si sono quindi spostati altrove. Negli anni Duemila il Moto club ha saputo rinnovarsi, spostando la passione sul mototurismo. Grazie alla geniale idea di alcuni storici soci l’associazione ha proposto la celebre “Motoporchettata”, un motoraduno che ha riscosso immediato successo. L’evento si è ripetuto per alcuni anni, registrando partecipazioni numerose: fino a 500 moto iscritte, che per diverse edizioni hanno riempito piazza Allende, a San Piero in Bagno. Ciononostante, il Moto club si è dovuto scontrare con la difficile gestione di un evento di tale portata e con le poche risorse disponibili, che hanno portato al tramonto di tale iniziativa. Per alcuni anni i soci hanno continuato a organizzare piccole gite turistiche per gli amatori più appassionati e alcune uscite sulle vicine piste di velocità (il Mugello e Misano) per i guidatori più esperti. Ora è giunto il tempo di passare la mano alle nuove generazioni che avranno voglia di impegnarsi e dedicarsi al motociclismo, nella speranza che possa rifiorire la stessa voglia e passione che negli anni i sampierani hanno coltivato per questo meraviglioso sport. Prima di sciogliersi definitivamente, il Moto club di San Piero ha deciso di donare il piccolo fondo cassa di cui dispone a tre associazioni di interesse generale: Diabete Romagna Onlus; Istituto Romagnolo per lo Studio dei Tumori “Dino Amadori” - Irst Irccs e associazione Don Virgilio Resi. «Un ringraziamento doveroso va a tutte le persone che si sono impegnate e hanno partecipato o aiutato in qualche modo questa associazione - fanno sapere-, in particolare i presidenti che si sono susseguiti negli anni: Barzanti Antonello, Ulivi Massimo, Fattini Piero, Silvani Silvano, Crociani Giovanni, Giovacchini Ivan».