Stava suonando Paganini quando gli agenti hanno bussato alla porta per segnalare che il suo violino dava fastidio ai vicini. È l’episodio dai contorni surreali capitato a Bellariva lunedì scorso, attorno alle 8 del mattino.
Protagonista, suo malgrado, Daniele Brancaleoni, violinista, musicologo oltre che docente di Conservatorio e musicista con esperienza ventennale nelle maggiori orchestre da camera e lirico sinfoniche. Nato a Forlì nel 1965 e diplomato al Conservatorio Martini di Bologna nel 1985, Brancaleoni vive da una decina di anni nello stesso palazzo a Rimini, in zona ospedale. «Sono molto dispiaciuto e sorpreso per quanto accaduto - commenta - anche perché da sempre i miei rapporti con il vicinato sono all’insegna della cordialità. Dopo la segnalazione, mi sono recato a parlare con tutti ma non sono emerse critiche. Un vicino mi ha risposto in dialetto dicendomi che me l’avrebbe detto in faccia se qualcosa non fosse andato bene. Mai mi era capitato di trovarmi sotto casa i vigili urbani, con tanto di camionetta per intimarmi di chiudere le finestre. Erano le 8 di un lunedì, quando il mondo si reca al lavoro e io, come tutti, mi metto al lavoro con il mio strumento».
Faceva già un bel caldo ed erano previsti 34 gradi quindi il musicista ha aperto la finestra, come al solito, mettendosi a suonare con il suo Stradivari. Nessuno gli ha mai intimato di smettere in passato, altrimenti avrebbe provveduto subito. «Un violino - osserva - o meglio il mio Stradivari è uno strumento acusticamente innocuo per l’apparato uditivo, specie se suonato all’aperto. Se lo mettiamo a confronto con scooter, bus, tosaerba o con altri strumenti come la batteria risulta insignificante per i decibel prodotti».
Poi addolcisce la pillola con un pizzico di ironia: «Chi ha inoltrato l’esposto ha un udito iper sensibile al punto da distinguere il baccano prodotto da un violino a 25 metri dal piano stradale. Mi stupisce però che la polizia locale abbia accolto la sua istanza considerando la soglia di importanza di tutte quelle che ogni giorno giungono alle nostre forze dell’ordine». Infine uno sguardo alle caratteristiche del quartiere dove vive, fonte di inquinamento acustico. «Il circuito via Malaparte, Aleardi, Gravina, Chiabrera è disarmante - sottolinea - sia per quanto riguarda il rumore delle moto ma soprattutto per il fatto che i rumori sono prodotti da mostri della strada che sfrecciano a velocità elevatissime. Con un rimbombo degno di un tunnel».