«Impacciato con i comandi manuali, commise un solo errore sulle luci di posizionamento, ma la sua era una grande preparazione di fondo». Sara Giusti, ingegnere della Motorizzazione sammarinese, è stata l’esaminatrice di Kimi Antonelli all’esame per la patente B. Era il 27 gennaio 2025 e il talentuoso pilota della Mercedes arrivò accompagnato dai genitori, poco prima che la sua carriera esplodesse fino alla recente consacrazione come campione del mondo di Formula 1, il più giovane della storia.
Un esame come tutti gli altri
«Considerati i suoi impegni, venne predisposta una sessione unica, concentrando insieme gli esami di teoria e di pratica - prosegue Giusti, andando a ritroso con i ricordi -, ma ha sostenuto un esame come chiunque altro».
Nessun favoritismo, dunque. «La settimana dopo sarebbe partito per Melbourne, in Australia, per affrontare il suo primo Gran premio. L’agitazione era evidente: si sarebbe aperto un periodo così frenetico che, nella remota ipotesi di una bocciatura, sarebbe stato difficile ritentare l’esame a breve».
La telefonata di mezzanotte
Kimi, all’epoca, sapeva già chi lo avrebbe esaminato. Durante una cena a margine di un evento di motorsport, il padre dell’astro nascente della velocità si era trovato seduto proprio accanto a Giusti. «Era quasi mezzanotte - ricorda lei - quando telefonò al figlio, buttandolo giù dal letto. “Studia - lo ammonì -, questa è l’ingegnere che ti esaminerà”».
Nonostante un’agenda fitta di impegni, il ragazzo studiava come un matto, dividendo lo scarso tempo libero tra il manuale e i libri per la maturità all’istituto tecnico Salvemini di Casalecchio di Reno, alle porte di Bologna. «La difficoltà fu che in vita sua non aveva mai guidato un’auto con il cambio manuale e i doppi comandi. Poi non ha messo la freccia per sorpassare un veicolo fermo, ma è un errore lieve», precisa. Tra l’altro, a San Marino la patente B consente di guidare anche auto di grossa cilindrata: una soluzione ideale per un ragazzo che non vedeva l’ora di guidare fino all’aeroporto.
Cinque chilometri tondi
«Per smorzare la tensione gli ho chiesto quanto fosse lungo il circuito che lo aspettava a Melbourne. Mi ha risposto: “Cinque chilometri tondi tondi”. Così abbiamo percorso un tragitto della stessa distanza, dalla Motorizzazione di Città alla scuola Fonte dell’Ovo, fino alla strada soprastante». Da allora deve ancora nascere qualcuno che riesca a fermarlo.