A Ravenna il poeta Nevio Spadoni e la scrittrice Deda Fiorini guidano un gruppo di persone di età diverse a una sperimentazione totale sul dialetto, viaggiando liberamente dai suoni del valzer romagnolo a quelli della musica elettronica. A Pianoro, in provincia di Bologna, il dialetto unisce le generazioni grazie al progetto “Te lo dico io! (Ataldegmé)”: adolescenti e anziani sono coinvolti in un laboratorio intergenerazionale, mentre a Borgonovo Val Tidone, nel piacentino, le specialità della cucina locale, dai “pisaréi e fasö” alla “burtleina”, diventano gli ingredienti di base da proporre agli scolari per invitarli a preparare una graphic novel e un brano di musica rap. Ma c’è anche “Mo Co’ Dit”, il progetto con cui a Parma un’associazione giovanile sviluppa un vocabolario del dialetto in forma digitale, collaborativa e open-source, “utilizzabile sia su mobile che su desktop”, con l’ambizione di fornire un modello tecnologico per la salvaguardia degli altri dialetti parlati in Emilia-Romagna.
Sono alcuni dei 23 progetti premiati dal bando della Regione Emilia-Romagna quest’anno finanziato con 100.000 euro. I destinatari dei contributi, 12 sono privati (associazioni, fondazioni, istituzioni senza fine di lucro) e 11 enti pubblici (Comuni). La distribuzione territoriale vede cinque progetti rispettivamente per le province di Bologna e Ravenna, Rimini quattrp, Reggio Emilia tre, Parma e Piacenza due per ciascuna, e uno sia per la provincia di Ferrara che per quella di Forlì-Cesena. “I dialetti- sottolinea l’assessora regionale alla Cultura, Gessica Allegni- sono un patrimonio che va custodito e tramandato. La Regione Emilia-Romagna continua a sostenere, grazie alla legge regionale 16 del 2014, i progetti che li tutelano e li valorizzano perché i dialetti appartengono alla nostra storia, alla nostra identità. Sono un ponte tra generazioni e culture, una leva di identità territoriale e di coesione comunitaria, e sostenerli vuol dire rafforzare questi legami e dare voce alla memoria e alla tradizione. Grazie alle tante iniziative che anche quest’anno saranno realizzate i cittadini e le cittadine, a partire dai più giovani, ma anche le scuole e le associazioni avranno tante occasioni di incontro tra passato e futuro”.