Cure palliative, nel 2023 apre Hospice pediatrico al Bellaria di Bologna

BOLOGNA. L’attesa è tutta per l’apertura dell’hospice pediatrico al Bellaria progettato per la fondazione Seragnoli dall’archistar Renzo Piano. Il complesso è quasi pronto e sarà inaugurato verosimilmente nella prima metà del 2023. Con 14 stanze singole per i pazienti e alloggi per le famiglie, l’hospice sarà l’emblema di quanto si fa a Bologna e in Emilia-Romagna per le cure palliative. La platea stimata ad oggi è di circa 600 bambini e ragazzi in regione, mentre a Bologna i piccoli con malattie croniche non guaribili presi in carico sono 163. “Probabilmente l’anno prossimo celebreremo la giornata del sollievo con l’avvio dell’attività dell’hospice”, afferma il direttore dell’Ausl Paolo Bordon inaugurando oggi al Maggiore, al fianco del presidente dell’ordine dei medici Luigi Bagnoli, una mostra fotografica e un info point per raccontare le cure palliative pediatriche. Il perché valga la pena insistere su questo genere di cure lo spiega Daniela Valenti dell’Ausl: “chi è preso in carico precocemente con le cure palliative vive meglio e vive anche di più”. Celebra la giornata anche la Regione, aderendo al manifesto nazionale delle cure palliative pediatriche. “In questa regione- sottolinea in una nota l’assessore alle Politiche per la Salute, Raffaele Donini- molto è stato fatto, anche grazie al prezioso contributo di realtà straordinarie come la fondazione Seragnoli, a cui tutta la comunità regionale deve riconoscenza e gratitudine. Con l’hospice pediatrico la nostra rete per le cure palliative, che può già contare sulla diffusione capillare sul territorio, andrà a completo regime”.

“Ora – conclude Donini- con l’adesione al Manifesto si conferma per noi la volontà di proseguire con la massima determinazione, perché le cure palliative sono un diritto irrinunciabile, le famiglie devono essere prese in carico lungo tutto il percorso e il bambino deve essere sempre posto al centro, con risposte personalizzate ai bisogni”. Per l’Ausl l’apertura della mostra, 27 scatti realizzati dal fotografo Paolo Righi seguendo anche a casa i bambini seguiti dagli operatori, è l’occasione per fare il punto sulla rete delle cure palliative nel suo complesso. “E’ anche un punto d’orgoglio dell’offerta della nostra azienda, che tra le prime in Italia ha istituito una rete”, sottolinea Bordon. “Abbiamo seguito più di 4.600 persone nel 2021, 980 di queste nei nostri tre hospice. E una centrale operativa che lavora sette giorni su sette a questa presa in carico”. C’è anche Raffaela Pannuti della fondazione Ant che ricorda i 3.500 malati di tumore assistiti lo scorso anno e le oltre 10.000 prestazioni fatte a domicilio per presa in carico precoce durante il Covid, in modo da evitare il rischio di infezione in ospedale. 

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