Il 1° novembre torna “Tra. Festa delle anime tra due mondi”, il festival che trasforma la finitudine in occasione di bellezza, memoria e comunità
In un’epoca che rimuove la morte dal discorso pubblico e la affida al silenzio dei reparti e delle cerimonie sbrigative, c’è una città che ha deciso di parlarne ad alta voce, e di farlo in festa. Domenica 1° novembre 2026, il giorno che precede la commemorazione dei defunti, Rimini ospita la quarta edizione di “Tra. Festa delle anime tra due mondi”, il primo festival italiano a considerare il morire un passaggio naturale e parte integrante della vita, e non un tabù.
L’idea nasce da un soggetto che di morte si occupa ogni giorno: Amir, la società pubblica di onoranze funebri della provincia di Rimini, che ha scelto di affiancare al servizio quotidiano la promozione di momenti culturali condivisi. Il risultato è una maratona multidisciplinare in una sola giornata, tra arte, cinema, letteratura, narrazione e musica, interamente a ingresso gratuito.
Il mattino: la città del silenzio e lo schermo
Si comincia alle 10 al Cimitero Monumentale, con la visita guidata “Arte e storia nella città del silenzio”, a cura della storica dell’arte Michela Cesarini (Discover Rimini). Il percorso attraversa sculture, edicole gentilizie e luoghi di memoria legati ai nomi più cari alla città: la tomba di Federico Fellini, quelle di don Oreste Benzi, René Gruau, Marco Pesaresi, Margherita Zoebeli e Amintore Galli. Il cimitero diventa un museo a cielo aperto, dove la storia civile e artistica di Rimini si legge nella pietra.
Alle 10.30 il cinema Fulgor, nella sala Giulietta, ospita per la rassegna “Oltre il velo” la proiezione di “A ghost story” di David Lowery, presentato dal critico Andryi Sberlati. Il film è una meditazione poetica sulla memoria, sulla perdita e su ciò che dell’amore resta quando tutto il resto passa.
Il pomeriggio: voci, sepolcri e pittura
Alle 15 si torna al Monumentale con Luca Scarlini, scrittore e drammaturgo, che guida la passeggiata narrativa “Il gran teatro delle voci”: un viaggio tra sepolcri illustri, rivelazioni e misteri esoterici legati ai grandi nomi del Novecento. Alle 16 il Museo della Città accoglie la visita di Alessandro Giovanardi, docente e critico d’arte, “La bellezza contro la morte”, all’interno della mostra “Bellini-Mantegna”. Il tema è come la grande pittura abbia saputo fissare e sublimare la fragilità umana.
La sera: parola, blues e musica
Gli appuntamenti serali si tengono nella chiesa di Santa Maria ad Nives. Alle 17 il dialogo “Nephesh, il respiro che resta”: parlare di morte e di confine mette a confronto l’attore e regista Alessandro Renda e lo scrittore Tahar Lamri, a partire dall’omonimo libro nato dallo spettacolo che proprio a “Tra” aveva debuttato. Alle 18 “Un gesto ampio della vita” intreccia la poesia di Davide Rondoni con le voci blues di Susanna Reppucci e Margot Guerzoni.
La chiusura, alle 19, è affidata a “The sacred veil”, concerto per pianoforte e quartetto d’archi su musiche di Eric Whitacre e testi di Charles Anthony Silvestri. Lo eseguono Davide Tura al pianoforte e il Quartetto d’archi Yūgen. L’opera ripercorre la storia d’amore e di lutto dell’autore, trasformando un dolore privato in un messaggio universale di speranza e memoria.
Un invito alla consapevolezza
Il filo che lega i nove appuntamenti è semplice e radicale: la morte non va taciuta, perché ci riconnette a ciò che di più umano abbiamo. Guardarla, con l’arte, con le storie e con la musica, significa imparare a vivere con più consapevolezza e a riscoprire i sentimenti essenziali.
Informazioni pratiche. Tutti gli appuntamenti sono gratuiti. Per le visite guidate e le proiezioni (Cimitero Monumentale, cinema Fulgor, Museo della Città) la prenotazione è obbligatoria per i posti limitati. Gli incontri e i concerti alla chiesa di Santa Maria ad Nives sono a ingresso libero fino a esaurimento posti. Programma completo e prenotazioni: amirof.it/tra.