Rimini, musei gratis per residenti e Under 30

Cultura
  • 30 aprile 2026

Il Comune di Rimini spalanca porte, finestre e scuri dei suoi musei alla comunità, strizzando l’occhio in particolare ai giovani, trasformandoli in luoghi da vivere ogni giorno. In città la voglia di cultura è tanta, come emerso dal lavoro partito il 13 giugno scorso dai Giardini dei Palazzi d’arte del Piano strategico per la cultura. Che ora fornisce le prime risposte, rilanciando anche la sua attività di confronto, ascolto e condivisione. Dal 12 giugno, annuncia questa mattina in loco l’assessore alla Cultura Michele Lari, l’ex chiesa di Santa Maria ad Nives sarà restituita alla città come spazio pubblico per conferenze, convegni, incontri e presentazione di libri. E il primo evento è affidato proprio al festival “Mare di libri”.

Prima, dal 5 maggio, i musei comunali diventeranno gratuiti per tutti i residenti della provincia, per tutti gli under 30 e per gli studenti universitari sopra i 30 anni. Per farli evolvere da “luoghi di consumo” a “luoghi da abitare”.

Ancora: dal 25 maggio il terzo e quarto piano, terrazza compresa, dell’ala modera del Museo della città diventeranno spazi di coworking, aule studio e meeting room, “un laboratorio aperto e accessibile” in coprogettazione con i giovani, che saranno coinvolti anche per l’inaugurazione del 23 maggio. Amplierà poi i suoi orari il Palazzo del Fulgor, dalle 10 alle 19, per fare fronte “all’overbooking costante” degli spazi in biblioteca mettendone a disposizione in particolare al terzo piano per studio, lettura e coworking. Infine, per quanto riguarda il cinema, da settembre riapre la Cineteca con cinque proiezioni settimanali di cinema d’essai, senza andare in competizione con le altre sale.

Biblioteca Gambalunga, Museo della città e Domus del chirurgo

In corso ci sono pure due altri progetti da 1,4 milioni di euro, con un cofinanziamento della Regione: la digitalizzazione della Biblioteca Gambalunga e del Museo della città da un lato; l’accessibilità della Domus del chirurgo dall’altro. Per quest’ultima verrà realizzato “un gemello digitale” da utilizzare sia per lo studio che per migliorare la fruizione con un virtual tour. E così da abbattere le barriere, visibili e invisibili, che inibiscono l’entrata nei musei. Verrà realizzata anche una nuova segnaletica di orientamento e una sala immersiva al Museo con al ricostruzione della domus e dell’attività del medico. È il frutto, ragiona l’assessore, di un anno di lavoro intenso e formazione sulla cultura, “un asset non subito tangibile ma che modifica la comunità”. La restituzione di vari spazi alla città, prosegue, va accompagnata da una “strategia” e il Piano strategico della cultura in questo anno ha raccolto le esigenze di cittadini e stakeholder, esigenze di accessibilità, di spazi e di condivisione. “Ora si entra nella fase più calda e ancora più partecipativa”, conclude Lari. Come specifica la responsabile Area progetti della Fondazione Piano strategico Noemi Bello tra maggio e giugno si terranno 12 laboratori urbani diffusi per andare dai cittadini a chiedere idee ed esigenze. Verranno inoltre organizzati dei focus group specifici con gli stakeholder del mondo culturale. Da settembre verranno coinvolte anche le scuole e a metà mese si terrà una 48 ore di confronto e iniziative pubbliche. L’obiettivo, sottolinea Bello, è “costruire una visione veramente condivisa sulla cultura”.

Per il direttore dei Musei comunali Alessandro Giovanardi a Rimini “esiste un pubblico e va premiato. La città è curiosa e partecipativa, risponde bene alle sollecitazioni delle Istituzioni”. I musei, aggiunge, sono “una realtà da aprire ai cittadini” perché appartengono loro come bene comune da difendere frequentandoli”. Dello stesso avviso il direttore del Fellini Museum Marco Leonetti: si devono “alzare le saracinesche e aprire le porte per dare aria e luce agli spazi culturali, per questo “consegniamo simbolicamente le loro chiavi alle nuove generazioni”.

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