Ravenna, Festival delle Culture 2026: il programma dal 16 aprile al 20 giugno

Cultura
  • 18 marzo 2026

La XIX edizione del Festival delle Culture si svolgerà dal 16 aprile al 20 giugno a Ravenna con un programma diffuso di incontri, mostre e spettacoli attraverso la città, intrecciando giornalismo, fotografia, letteratura, cinema e teatro per raccontare il mondo contemporaneo. Il titolo “Raccontare il mondo” è insieme dichiarazione d’intenti e responsabilità. Un invito a interrogarsi sul ruolo dell’informazione, delle immagini e delle narrazioni nel costruire consapevolezza sui grandi temi globali: guerre, migrazioni, diritti umani, convivenza interculturale. Raccontare significa scegliere cosa guardare e cosa rendere visibile.

Significa ascoltare, dare voce, creare relazioni. Significa, soprattutto, assumersi una responsabilità collettiva. Il Festival animerà luoghi simbolo di Ravenna, dalle piazze ai teatri, dalle scuole agli spazi pubblici, trasformando la città in un laboratorio culturale aperto e partecipato. Al centro, la libertà di stampa e il racconto di storie troppo spesso prive di voce, marginalizzate o sommerse dal rumore di fondo dell’informazione veloce e distratta, quando non faziosa o censurata.

“In un periodo storico caratterizzato dalla velocità di profonde trasformazioni, la comunicazione è l’altro grande fattore che sta cambiando i paradigmi della società che abbiamo conosciuto negli ultimi decenni. Crediamo sia fondamentale valorizzare le persone e le capacità di ciascuno, intese come possibilità concrete di scegliere, agire, partecipare e costruire il proprio percorso di realizzazione, sia individuale che collettivo – afferma l’assessore alla Multiculturalità Fabio Sbaraglia –. Educazione e informazione sono elementi imprescindibili per contrastare l’indifferenza, i conflitti e le disuguaglianze, perché conta come ciascuno di noi partecipa, il modo in cui ascoltiamo o smettiamo di ascoltare, il linguaggio che utilizziamo, non siamo neutri nei processi globali. Come scrive Primo Levi nel bellissimo testo ‘I sommersi e i salvati’, se comprendere è a volte impossibile, conoscere è necessario, perché la conoscenza è profondamente intrecciata alla libertà e alla giustizia sociale, ed insieme costituiscono le condizioni necessarie per una comunità coesa, obiettivo di ogni Comune, l’istituzione più vicina al cittadino”.

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