Nella luce sottile dell’immagine: il ritorno al disegno di Luca Piovaccari

Cultura
  • 20 febbraio 2026

Sabato 21 febbraio 2026 alle ore 18 inaugura negli spazi della Primo Piano Art Gallery di Rimini La camera chiara, mostra personale di Luca Piovaccari curata da Franco Pozzi. L’esposizione, visitabile su appuntamento dal 22 febbraio al 14 marzo 2026, propone un nucleo recente di lavori che segna un ritorno consapevole dell’artista al disegno e alla pittura, linguaggi mai realmente abbandonati ma oggi ripensati alla luce di una lunga esperienza fotografica.

Il titolo della mostra rimanda direttamente al celebre saggio pubblicato nel 1980 da Roland Barthes, testo fondamentale nel tentativo di definire lo “specifico” fotografico. In quel libro, sospeso semanticamente tra la chambre claire — dispositivo ottico pre-fotografico — e la camera oscura dello sviluppo analogico, Barthes individua nella fotografia la traccia inevitabile di un accadimento reale, distinguendo tra studium (la dimensione razionale e conoscitiva) e punctum (la ferita emotiva che interrompe lo sguardo).

È proprio da questo terreno teorico che Piovaccari prende avvio, appropriandosi del titolo barthesiano per attraversarlo criticamente nell’epoca dell’intelligenza artificiale e della postproduzione diffusa, dove l’idea di verità dell’immagine appare sempre più problematica. L’artista seleziona e isola alcuni passaggi del testo, dimostrando come possano essere applicati non solo alla fotografia ma anche al disegno: l’immagine come gesto, come dichiarazione di presenza, come campo di relazione tra fare, subire e guardare.

Nel percorso espositivo emerge con chiarezza come, per Piovaccari, esperienza fotografica e pratica pittorica condividano una medesima matrice: la luce. Dopo una stagione di uso libero e disincantato del mezzo fotografico, l’artista torna ai suoi “primi amori”, elaborando una produzione su carta che rivela una rinnovata attenzione alla dimensione intima dell’immagine.

Alcune opere evocano un realismo magico affine a certa pittura italiana dei primi decenni del Novecento. Le piccole nature morte — analitiche e delicatissime — mostrano elementi vegetali colti in una fragile ma ostinata presenza, spesso raddoppiata dall’ombra portata. Il supporto cartaceo, scelto per la sua vulnerabilità, diventa parte integrante della poetica dell’opera.

Particolarmente significativa è la scelta dell’inquadratura: raramente gli elementi occupano il centro del foglio, preferendo zone periferiche che attivano una tensione visiva sottile. In altri lavori compaiono forme ambigue, sospese tra la pasticceria e l’ingrandimento microscopico della vita cellulare, caratterizzate da morbidezze tonali di ascendenza morandiana, dove il colore scivola e si mescola a quello contiguo.

Una ulteriore direzione di ricerca emerge nei fogli realizzati con procedimento monotipico. Qui le forme, ottenute per pressione di una matrice segnata dall’artista, conservano la memoria delle pratiche calcografiche e tipografiche — ambiti che Piovaccari conosce profondamente. Queste presenze fluttuano in uno spazio rarefatto che l’artista stesso definisce di matrice orientale: un vuoto generativo in cui il senso nasce per sospensione e per sottrazione.

Ne deriva una riflessione sottile sulla condizione contemporanea dell’immagine: non tanto il suo semplice esistere, quanto la sua capacità di resistere.

Luca Piovaccari è nato a Cesena e si è formato nell’ambito della grafica, della progettazione e della fotografia. Negli anni Novanta sviluppa un’importante ricerca su grandi immagini fotografiche dedicate a volti e paesaggi, spesso realizzate su acetati trasparenti e in gamma monocroma. Parallelamente prosegue la propria indagine nelle arti visive con uno sguardo attento alla solitudine del paesaggio, della natura e del quotidiano.

Ha collaborato all’ultima edizione di Drawing Storage, archivio digitale dedicato al disegno contemporaneo internazionale. Negli spazi di Pallavicini 22, insieme a Roberto Pagnani, ha curato progetti espositivi fotografici per autori quali Francesco Raffaelli, Alessandra Dragoni, Michele Buda e Giovanna Sarti nell’ambito della rassegna “Con altri occhi”. Recentemente affianca in studio Guido Guidi.

Informazioni

Sede: Primo Piano Art Gallery, vicolo S. Bernardino 1, Rimini

Inaugurazione: sabato 21 febbraio 2026, ore 18

Periodo: 22 febbraio – 14 marzo 2026 (su appuntamento)

Tel: +39 393 072 1717

Web: http://www.primopiano.club/

Email: artgallery@primopiano.club

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