Lingua, femminismo, istituzioni: le parole contano. La sfida e le riflessioni di Maestroni e Casadei

Con una nuova graphic novel Lingua, femminismo, istituzioni. Alma Sabatini e noi, Thomas Casadei, docente di Unimore e direttore del Crid, e Vittorina Maestroni del Centro Documentazione Donna di Modena, tornano a riflettere sui diritti di genere.

Professoressa Maestroni, in questo nuovo lavoro vi fate “aiutare” dalla figura di Alma Sabatini, insegnante e saggista romana (1922-1988).

«Già dal 2017, sia come Università di Modena e Reggio Emilia sia come Centro Documentazione Donna di Modena, avevamo cercato di approfondire lo studio del suo pensiero. Poi nel percorso con la graphic novel ci siamo interrogati sulla possibilità di dare, attraverso di lei, strumenti per leggere i temi del sessismo della lingua e della comunicazione delle differenze dagli anni Settanta. Sabatini infatti fu una pioniera, scrisse negli anni Ottanta i primi articoli sul tema su Quotidiano donna e del 1986-87 sono le Raccomandazioni per un uso non sessista della lingua italiana».

Raccomandazioni poi recepite da varie commissioni, anche nazionali, sulle Pari opportunità.

«Ma in realtà il sessismo è duro da sradicare: nella lingua italiana è possibile declinare al femminile i nomi di molti lavori di bassa competenza, ma non c’è la stessa flessibilità per professioni di prestigio, come se una donna non potesse assumerle! E nel libro un articolo di Cecilia Robustelli ci ricorda proprio la questione grammaticale: occorre usare il femminile se si vogliono rispettare le concordanze mentre la sua negazione finisce per produrre errori o simpatiche storture, come quando si dice “il presidente è andata...”: e “il” presidente è una donna!».

Ma c’è chi considera questi utilizzi della lingua solo un problema, o un vezzo, formale.

«Invece bisogna rivendicarne il senso e il peso. Parlare, riflettendo però su come usiamo la lingua, è espressione del pensiero».

«Chi parla male, pensa male», diceva infatti Nanni Moretti.

«Ma anche le nuove generazioni assumono posture da cui si deduce che non riflettono sulla scelta delle parole. Avviene anche a causa di una certa arretratezza in strumenti come i manuali scolastici, benché ultimamente diverse case editrici prestino maggiore attenzione ai percorsi delle donne nella storia e nella letteratura, e anche nella scuola primaria cerchino di elaborare un messaggio diverso».

Cosa intende?

«I manuali, specie per quanto riguarda i più piccoli, costruiscono immaginari che spesso non corrispondono neppure alle realtà che i bambini vivono nelle loro case! La resistenza al cambiamento comporta però la difficoltà di veicolare, anche attraverso scelte linguistiche che diventano atto collettivo, l’idea di una società rispettosa delle scelte individuali e paritaria, anche nella rappresentazione del maschile. Penso a certe pubblicità che presentano il padre pasticcione in cucina, ma questo non è corretto nei confronti dei padri giovani, i “nuovi padri”».

Così come non è corretto, per fare un complimento a una donna, riconoscerle “attributi” maschili!

«Certo: proprio Sabatini affermava che “parità non è l’adeguamento alla ‘norma uomo’, bensì la reale possibilità di pieno sviluppo e realizzazione per tutti gli esseri umani nelle loro diversità”...».

E tutto questo lo dite con una graphic novel.

«È uno strumento efficace e parla un linguaggio immediato per le nuove generazioni. La struttura poi è diventata un vero marchio di fabbrica: presentiamo una figura, in questo caso Alma Sabatini, scegliendo dieci parole chiave che la raccontino non in maniera... trionfale, ma anche nelle tante difficoltà del vivere, e questo passa in modo efficace proprio attraverso l’immagine. La graphic novel quindi raggiunge tutti ma dà modo di riflettere sul personaggio, sui temi su cui si pone l’accento e anche sul lavoro retrostante, un lavoro concentrato e artigianale, che non “succede” ma è fatto di molte competenze. Anche far capire questo processo è un modo per invitare al pensiero critico e alla necessità della lentezza e della cura dei processi».

Il libro viene presentato dagli autori oggi 24 marzo alle 17.30 al Centro Pace di via Andrelini 59 a Forlì. Libero.

“Lingua, femminismo, istituzioni. Alma Sabatini e noi” con una graphic novel di Alice Milani, a cura di Thomas Casadei e Vittorina Maestroni, Stem Mucchi editore, pp. 141, €16

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