C’è una sera dell’anno in cui la Romagna torna a parlare il linguaggio antico del fuoco. È la notte delle fogheracce: grandi falò che illuminano spiagge, piazze e campagne per salutare l’inverno e accogliere la primavera.
Il rito rappresenta una delle tradizioni popolari più radicate della cultura romagnola. Le cataste di rami secchi vengono accese al calar del sole e il loro crepitio racconta una storia antica, fatta di gesti tramandati di generazione in generazione. Un tempo erano i contadini ad accendere questi fuochi nei campi per bruciare i residui dell’inverno e purificare la terra in vista della nuova stagione agricola. Oggi la fogheraccia continua a custodire quel significato simbolico: il fuoco che distrugge ciò che è vecchio per lasciare spazio alla rinascita della natura.
Attorno alle fiamme si ritrova la comunità. Si brinda con vin brulé, si mangiano ciambelle e dolci della tradizione, si chiacchiera e si aspetta la primavera. Il falò diventa così un momento di festa collettiva, un’occasione per ritrovarsi e celebrare la vita all’aria aperta, mentre la luce delle fiamme si riflette sul mare o illumina i borghi dell’entroterra.
Anche nel 2026 la Romagna rinnova questo rito antico, con numerosi appuntamenti lungo la costa e nei centri dell’entroterra, dove le fogheracce continuano a scandire il passaggio simbolico dall’inverno alla stagione nuova. Gli eventi, inizialmente in programma per mercoledì 18 marzo, sono stati rinviati al fine settimana per maltempo.
A Rimini il cuore delle celebrazioni riminesi sarà la spiaggia libera di Piazzale Boscovich a Marina Centro, dove sabato 21 marzo la città si ritroverà attorno al grande falò che illuminerà l’arenile a pochi passi dal porto canale. Già dal tardo pomeriggio il lungomare inizierà ad animarsi con le bancarelle del mercatino, creando un’atmosfera di festa che accompagnerà cittadini e visitatori verso il momento più atteso della serata. Intorno alle 21, la grande catasta preparata da Anthea verrà accesa dando vita alla tradizionale fogheraccia: un gesto simbolico che rappresenta la volontà di lasciarsi alle spalle i mesi freddi e guardare con fiducia alla primavera. Sempre sabato, la tradizione si accenderà anche a Viserba, dove il Comitato Turistico organizza l’evento “Viserba s’incendia” presso il Bagno 33 e Piazza Pascoli. A Viserbella, dalle 20, in via Bruschi, andrà in scena la “Fogheraccia alle Serre”. L’iniziativa sarà l’occasione per celebrare la Festa del Papà in un clima conviviale, tra cena in compagnia, animazione e musica. A Torre Pedrera, nell’area del lavatoio di via Apollonia, la fogheraccia diventerà un momento carico di significati simbolici. Gli stand gastronomici apriranno alle 19, mentre alle 20 verrà acceso il falò della Fugaraza. Il rito culminerà con il rogo dell’Albero dei Desideri, su cui vengono appesi sogni e speranze della comunità. Per permettere anche ai più piccoli di partecipare alla tradizione, il Lido San Giuliano (Libeccio) anticipa l’appuntamento con la fogheraccia alle 16 del 21 marzo.
Anche Riccione saluta l’inverno con il calore della Fugaracia, il grande falò di San Giuseppe che sabato 21 marzo tornerà ad animare la spiaggia libera di piazzale San Martino. Le celebrazioni inizieranno alle 18, trasformando il litorale in un luogo di incontro e convivialità. Il momento più suggestivo arriverà alle 20, quando verrà acceso il grande falò sulla battigia, creando uno scenario suggestivo tra il mare e il cielo della sera. La festa proseguirà con musica, karaoke e dj set, mentre diversi food truck permetteranno di cenare sulla spiaggia immersi nell’atmosfera del falò. Quest’anno la manifestazione avrà anche un importante risvolto solidale: durante la serata sarà presente l’associazione Dottor Clown, che raccoglierà fondi per sostenere i progetti di clown-terapia nei reparti pediatrici degli ospedali del territorio.
La tradizione delle focarine coinvolge anche altre località della Riviera. A Bellaria Igea Marina, la focarina verrà accesa al Palabim, nel Parco del Gelso (via Ennio), accompagnata da stand enogastronomici e momenti di convivialità. A Cattolica, infine, la fogheraccia verrà accesa alle 21 sulla spiaggia libera di Piazza Primo Maggio, per una serata che unisce tradizione marinara e festa popolare.
A Longiano, sempre sabato 21 marzo, la storica Focarina in via Consolare, organizzata con il supporto della Pro Loco, prenderà vita dalle 19 con stand gastronomici e musica. Alle 20 verrà acceso il falò mentre in console salirà Dj Cleto. Per facilitare la partecipazione è previsto anche un servizio navetta da Piazza Tre Martiri.
A Cesenatico l’appuntamento è previsto per sabato 21 marzo in Piazza del Monte, con la focarina organizzata dai Lupi di Liberio.
A Villa Prati di Bagnacavallo, la tradizione di San Giuseppe si inserisce in un programma di eventi più ampio con la “Festa d’sa Jusef”, promossa dall’associazione L’Incontro con il patrocinio del Comune. L’edizione 2026 si svolgerà in due fine settimana, dal 13 al 15 marzo e dal 19 al 21 marzo, con iniziative che spaziano dalla gastronomia alle attività sportive. Tra gli appuntamenti più attesi la serata gastronomica dedicata alla saraghina, le degustazioni di vini romagnoli, il mercato del bric-à-brac e dei bambini e una podistica serale seguita da cena con paella e sangria. La manifestazione si concluderà con un raduno cicloturistico e un pranzo dedicato alla cucina romagnola.
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