di CLAUDIA ROCCHI
Nuovo appuntamento mercoledì 24 giugno alle 21, sulla piazza Malatestiana di Longiano, ai piedi del castello, per una serata sotto le stelle di sorrisi, riflessioni, tutta al femminile.
Per Montagne di neve è ospite Serena Dandini, popolare scrittrice e conduttrice televisiva; racconta “Le donne che hanno fatto la Repubblica”; alla vigilia della cerimonia di domattina, 25 giugno, alla Camera dei deputati, negli 80 anni della prima seduta dell’Assemblea Costituente.
Dandini presenta il suo ultimo libro Paura non abbiamo, dedicato alle Madri costituenti; ne dialoga con Vera Bessone, caposervizio alla Cultura del Corriere Romagna, attivista femminista, in una conversazione che si annuncia vivace e interessante.
Nel suo saggio Dandini rievoca le 21 Madri costituenti, tra cui Nilde Iotti, Lina Merlin, Teresa Noce. Figure spesso dimenticate che hanno combattuto, guidato lotte operaie, fondato giornali e movimenti politici per ottenere diritti a lungo negati. Donne che, 80 anni fa, diedero un contributo decisivo alla stesura della Carta costituzionale e all’inserimento di principi basilari.
Ma il dialogo si allarga anche ad artiste, intellettuali, sindacaliste, che hanno contribuito alla crescita dell’Italia democratica, e a un cambiamento radicale; Dandini le definisce «un’affettuosa genealogia» da cui è germogliata una rivoluzione che, pure lenta e faticosa, è irreversibile. Lo ha dichiarato anche al microfono di Massimo Gramellini, nella trasmissione “In altre parole” su La7.
«In questo libro ho voluto ricostruire una genealogia affettuosa – le parole di Dandini –, raccontando le vicende e le vite molto avventurose delle donne a cui dobbiamo la libertà di cui oggi godiamo. Sono le Madri che hanno aperto la strada della nostra emancipazione; rivivere le loro storie ci dà un grande coraggio per affrontare il futuro».
In più occasioni, sulla difesa dei diritti, la scrittrice ha ribadito: «Ricordiamo che le conquiste storiche non sono permanenti se non vengono presidiate! I diritti che abbiamo non sono caduti dal cielo».
E, quale manifesto dell’opera, cita il canto delle mondine La Lega: «Sebben che siamo donne, paura non abbiamo»; a esprimere fierezza e determinazione anche nei contesti maschili avversi.
Ingresso libero.