La poesia di Pagliarani ha bisogno solo di essere letta. Lunedì a Roma il Premio dedicato al poeta riminese

Cultura
  • 22 maggio 2026

MARCELLO TOSI

ROMA. Nato con l’intenzione di promuovere e valorizzare «nello spirito sperimentale del poeta, la scrittura poetica e la ricerca letteraria che dimostrino qualità creative ed espressive originali nell’innovazione linguistica», torna lunedì 25 maggio alla sala cinema del Palazzo delle Esposizioni di Roma il Premio Letterario Nazionale “Elio Pagliarani”, undicesima edizione, con il patrocinio del ministero della Cultura, Comuni di Roma e Rimini, Regione Emilia-Romagna.

Il logo del premio contiene un verso del poeta riminese (1927-2012) membro del Gruppo 63, che fu tra i maggiori protagonisti del rinnovarsi della letteratura italiana nel dopoguerra: «Posso spendermi solo per le cose che passano, quelle che restano ci penseranno loro».

«I premi, infatti, le loro cerimonie – dice Cetta Petrollo Pagliarani, ideatrice ed animatrice della manifestazione alla guida dell’Associazione letteraria che la organizza – trascorrono, mentre la poesia di Pagliarani ci pensa da sola a rimanere, ci pensa benissimo da sé, non ha bisogno di niente, solo di essere letta e riletta. Perché la poesia davvero non ha bisogno di niente proprio come le cose che restano, ci pensa da sé».

Un premio, aggiunge, che vuole essere il motore di tanto altro ancora, il centro di una comunità, il rilancio dell’idea di un laboratorio continuo «com’era ed è nelle nostre corde, c’è il rigore della passione intellettuale nel nostro gruppo e questo – discussioni comprese – mi sembra davvero un ottimo inizio››.

Anche questa edizione si presenta come una vera e propria “Giornata Pagliarani”, a partire (ore 10.30) dal convegno “Teatro e poesia. Riflessioni sul teatro della neoavanguardia” con interventi di Marianna Marrucci, Francesco Muzzioli, Carlo Petruzzi, Chiara Portesine, Marta Previti, Camilla Protti, Gianluca Rizzo, Valentina Valentini. Coordina i lavori Gianluca Rizzo.

Dalle 17, condotta da Arnaldo Colasanti, presentazione dei finalisti con lettura di loro poesie, a cui seguirà la consegna del riconoscimento alla carriera a Giulio Ferroni, premiato con un’opera dell’artista Marzia Migliore.

Docente ordinario di letteratura italiana alla Sapienza dal 1982 al 2012, Ferroni è autore di numerosi saggi di letteratura: su Machiavelli, sull’Aretino, sul Novecento e su molti scrittori contemporanei . È stato vincitore nel 2020 del Premio Viareggio per la saggistica e nel 2025 del Premio The Bridge.

Seguirà la proclamazione e lettura dei versi dei vincitori delle sezioni opere edite e inedite, che sarà possibile seguire sul sito Youtube del premio.

Sono finalisti per le opere edite: Tiziana Colusso (“Corpo conduttore. XXXIII variazioni”), Antonella Antonia Paolini (“Il macello moderno”), Ivan Schiavone (“Didascalie venatorie”). Per gli inediti: Cinzia Collazzo (“Sperimentale saria tu / soda caustica”), Linda Popolano (“De vacuum natura”) / Roberto Ranieri (“Il ratto di Schrödinger”).

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