La Pietà di Giovanni Bellini in dialogo con il San Sebastiano di Andrea Mantegna per una mostra dossier che mette a confronto due grandi maestri del Rinascimento attorno al tema della passione. Aprirà domani sabato 18 luglio (ore 18) la mostra dossier “Il codice della Passione. Bellini e Mantegna allo specchio”, allestita nella manica lunga del Museo della Città Luigi Tonini.
Oggetto di un recente e accurato restauro a cura della Fondazione Venetian Heritage, la Pietà di Bellini torna in città dopo un lungo soggiorno alla Morgan Library and Museum di New York. Il capolavoro di Mantegna è invece arrivato ieri a Rimini dalla Galleria Franchetti di Ca’ d’Oro, andando così a riproporre il confronto già felicemente sperimentato lo scorso novembre a Venezia.
Il restauro
Il restauro della Pietà, a cura di Cbc (Conservazione Beni Culturali), è stato portato a termine da Lucia Tito, in accordo con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini.
Il lavoro si è svolto entro il laboratorio interni di Ca’ d’Oro e si è configurato come un’accurata operazione di manutenzione e revisione estetica, volta a restituire leggibilità ed equilibrio cromatico alla Pietà, grazie soprattutto alla rimozione dello strato di vernice fortemente ingiallita, applicato durante un precedente intervento del 1969.
L’intervento ha conservato tutte le tracce del tempo che hanno segnato la tessitura pittorica dell’opera (consunzioni, cadute di colore, lacune ecc.), tuttora bene percepibili a uno sguardo ravvicinato, ma ha permesso di restituire agli occhi dello spettatore la vivida e felice impressione di un’integrità ritrovata.
Il dialogo: la mostra dossier
L’elegante manica lunga del Museo della Città ospiterà un allestimento suggestivo ed efficace, che permetterà di enfatizzare il confronto tra due grandi maestri della Rinascenza, che legano Rimini a Venezia e alle corti padane. Una perfetta esperienza estetica e culturale renderà possibile misurare la relazione storica tra i due sommi pittori, uniti da legami famigliari (Mantegna sposò la sorella di Bellini), nonché da una fitta rete di reciproche contaminazioni, eppure anche distinti da scelte poetiche molto differenziate.
Il tema della passione metterà in luce la divergenza tra l’umanesimo tragico, incarnato nell’impaginazione drammatica e quasi estatica del San Sebastiano di Mantegna, dominato da un lessico scultoreo quasi architettonico, e il profondo silenzio mistico di Bellini, figlio di due diversi ellenismi, quello greco classico e quello bizantino, dove il sacrificio del Figlio trascende il dramma del compianto angelico in pura contemplazione del mistero eucaristico.
Lo stemma ritrovato
In mostra sarà accolto anche una vera e sorprendente rarità di collezione privata: un raffinato clipeo con le iniziali e lo stemma di Roberto Malatesta, detto il Magnifico, signore di Rimini (Fano, 1440 -Roma, 10 settembre 1482) in cui molti studiosi hanno inteso identificare il committente della Pietà di Giovanni Bellini, o l’erede della committenza di Sigismondo, prima che passasse a un dotto notabile della corte riminese. S’ipotizza che lo stemma, consunto ma ancora bellissimo, provenga dalla scomparsa dimora malatestiana di Rimini, detta, appunto, Palazzo del Cimiero.
Il Rinascimento: Rimini e Venezia
La mostra, un gioiello incastonato nelle sale medievali e malatestiane del museo, permetterà un confronto ricco di spunti sul lungo Rinascimento riminese che s’inaugura con Giotto e la pittura del Trecento e, attraverso Piero della Francesca, Bellini e il Ghirlandaio giunge al pieno Cinquecento con i maestri di scuola o ascendenza belliniana; un’epoca in cui Riminesi pone con Firenze, Mantova, Ferrara Padova e Venezia, tra le protagoniste di una nuova sensibilità umanistica e al centro di una cultura europea che, proprio in relazione alla Serenissima, non smette mai di guardare oltre l’Adriatico, verso l’Oriente.
Tutte le sale del museo riaperte ai visitatori
Il ritorno della Pietà e il debutto di questo importante progetto espositivo, segnano anche la riapertura al pubblico delle sale del primo e del secondo piano del Museo, chiuse dallo scorso dicembre per alcuni interventi di adeguamento. Gli spazi del Museo della Città saranno quindi restituiti finalmente nella loro completezza alla comunità dei cittadini, dei visitatori, degli studiosi.
Inoltre, i visitatori troveranno rimontato a parete nella sua interezza il Giudizio universale di Giovanni da Rimini, che andrà così a completare l’allestimento dell’ala medievale malatestiana del museo.
La mostra Il codice della Passione. Bellini e Mantegna allo specchio è promossa dal Comune di Rimini e dai Musei Comunali, in collaborazione con la Direzione Regionale dei Musei Nazionali Veneto, la Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro e con il contributo della Regione Emilia-Romagna.
Mostra e catalogo saranno a cura di Daniele Ferrara, direttore dei Musei Nazionali del Veneto, e Alessandro Giovanardi, direttore dei Musei Comunali di Rimini.
Il codice della Passione.
Bellini e Mantegna allo specchio
18 luglio 2026 – 10 gennaio 2026
Museo della Città “Luigi Tonini” - Manica Lunga
Orari: da martedì a domenica 10-13 e 16-19
luglio e agosto anche mercoledì 21-23
Ingresso: Intero € 8,00 - Ridotto € 6,00
Visite guidate
Oltre “Il codice della Passione. Bellini e Mantegna allo specchio”. Un percorso guidato nell’arte malatestiana da Giotto a Ghirlandaio.
Un itinerario alla scoperta delle opere e dei protagonisti che hanno segnato la nascita del Rinascimento a Rimini.
Info e prenotazioni: https://www.ticketlandia.com/m/event/bellini-mantegna-visitafissa