I Mosaici del volo di Angelo Canevari all’ex collegio dell’Aeronautica a Forlì tornano a farsi ammirare dal pubblico, nell’ambito del progetto di rilancio del “Miglio bianco”, che accompagna la città nella settimana decisiva per la candidatura a Capitale italiana della cultura nel 2028, assieme a Cesena.
Giovedì comincia infatti la due giorni di audizione a Roma, con le due città romagnole attese al ministero della Cultura alle 15.15. Per il Miglio bianco, il “monumento a cielo aperto di Forlì e della sua storia”, c’è la “massima attenzione”, sottolinea questa mattina alla stampa il sindaco Gian Luca Zattini. Il percorso di valorizzazione è partito con il restauro dei Giardini pubblici, del Monumento ai Caduti e del viale che porta alla stazione. È un “pezzo della città con tutti gli stili, un unicum che ci caratterizza a livello internazionale. E questo, prosegue il primo cittadino, è solo “un punto di partenza”.
Con il ministero della Cultura c’è infatti già un accordo per un intervento sull’area da 1,3 milioni di euro per realizzare il Museo del volo. E in questo percorso si inseriscono anche i Mosaici il cui messaggio intrinseco, di “attività di propaganda del regime fascista, non deve distogliere della bellezza dell’oggetto”, sottolinea Zattini.
L’opera musiva di Canevari, affermato artista quando gli fu commissionata avendo già realizzato i mosaici parietali per la piscina coperta, per la Casa delle armi e per il piazzale dell’impero a Roma all’allora Foro Mussolini, racconta il rapporto tra uomo e macchine volanti, rappresentate in maniera semplificata ma fedele. Partendo dal mito e dunque Icaro e Fetonte, si passa per le macchine volanti di Leonardo da Vinci, le prime pionieristiche esperienze di volo, le imprese aviatorie dei primi decenni del XX secolo con i record di volo e di velocità e Francesco Baracca protagonista, per arrivare all’impegno bellico con la macabra contabilità di alcune campagne volute dal regime fascista. Per i cadetti di allora, che qui si preparavano alla guerra, spiega la critica d’arte Emanuela Bagattoni, i mosaici erano “il libro di pietra della storia del volo”, immortalata sulle pareti del grande quadriportico per circa 100 metri, il cuore dell’edificio progettato in stile razionalista dall’ingegnere romano Cesare Valle. Da dove, allora come oggi, si muovono gli studenti. E miracolosamente sono in un ottimo stato di manutenzione, con pochissime tessere mancanti.
Per la prima volta dal dopoguerra, precisa il vicesindaco Vincenzo Bongiorno, saranno visitabili stabilmente ogni fine settimana, con accesso da piazzale Vittoria dietro l’iconica statua di Icaro. E in attesa della creazione del Museo del volo. È “un grande ciclo musivo, fatto di migliaia di tessere bianche e nere, con una piccola eccezione legata all’uso del colore verde”, che furono disposte appunto sui disegni di Canevari. L’impatto è “fortemente scenografico, oltre all’aspetto artistico propone spunti straordinari di riflessione di carattere storico e comunicativo, aprendo anche approfondimenti sul rapporto tra arte e propaganda; su come si possa proporre una narrazione che serva a caricare gli animi, soprattutto quelli più malleabili dei giovani, alla guerra in nome di un nazionalismo portatore di presunta e distruttiva superiorità”.
Lo stile è quello del Secondo Futurismo e dell’aeropittura, “una testimonianza di pregio con un valore artistico unico”, conferma Chiara Macherozzi di Confguide Forlì-Cesena. Ma veicola la propaganda del Regime: è “un patrimonio incredibile dal punto di vista storico e artistico”, ma anche “dissonante, scomodo. È un peana, un canto di guerra per i giovani” e necessita di una comunicazione attenta. “Va veicolato nella maniera opportuna per una conoscenza consapevole”, conclude. I mosaici saranno visitabili sabato e domenica.