Emiliano-romagnoli nel mondo: nasce un documentario VIDEO

Cultura
  • 06 febbraio 2026

La Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo festeggia cinquant’anni. Per l’occasione, si ritroveranno a Bologna, dal 12 al 14 febbraio, i rappresentanti delle associazioni di 20 paesi in quattro continenti per fare il punto sui progetti realizzati dalla Consulta e pianificare le prossime iniziative. Parteciperanno cittadini in rappresentanza di 280.000 emigrati delle comunità di Argentina, Belgio, Brasile, Canada, Cile, Cina, Francia, Germania, Moldova, Paraguay, Perù, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Dominicana, Romania, Spagna, Stati Uniti d’America, Sud Africa, Svizzera, Uruguay e Venezuela. L’appuntamento è stato presentato oggi in conferenza stampa dal presidente dell’Assemblea legislativa Maurizio Fabbri, dal presidente della Consulta Matteo Daffadà e dalla vicepresidente Elena Ugolini, nonché dalla sottosegretaria alla presidenza di giunta Manuela Rontini.

Nell’ambito del programma, tra l’altro, non manca il documentario “Fili invisibili”, sulla storia degli ultimi cent’anni di emigrazione dall’Emilia-Romagna, a cura del servizio Informazione e comunicazione dell’Assemblea e a cura di Andrea Perini in particolare. Nel doc ‘in house’ c’è Antonio, da Cavignaga di Bedonia, che ha seguito la compagnia dei girovaghi in Germania nei primi del Novecento, e c’è anche Giulia, da Forlì, che nel duemila ha lavorato in Italia, Francia, Spagna, Regno Unito. A dar loro voce Naima Scognamiglio, conduttrice del programma radiofonico Expat, in “uno scenario onirico che scandisce il tempo”, lo descrivono gli autori.

Tutto l’evento degli emiliano-romagnoli nel mondo avrà inizio la mattina di giovedì 12 febbraio nella Sala “Parigi” dell’Hotel Europa, dove i lavori si apriranno con gli interventi di Daffadà e dei vicepresidenti Ugolini e Eduardo Zampar Morelli. Tra gli altri appuntamenti, il documentario verrà proiettato il 13 febbraio, nei locali regionali di viale Aldo Moro, dopo l’inaugurazione della mostra “50 anni insieme agli emiliano-romagnoli nel mondo” alle 17.30. Fabbri evidenzia che “celebrare i 50 anni della Consulta vuol dire sottolineare che la comunità degli emiliano-romagnoli è più grande della regione stessa. È una comunità fatta di persone che mantengono forti legami con il loro territorio d’origine, rapporti preziosi perché da un lato possono favorire la conoscenza all’estero del nostro lavoro e della nostra cultura, dall’altro possono arricchirci nel momento in cui queste persone tornano a trovarci”. Daffadà sottolinea i “cinquant’anni insieme a far circolare idee, esperienze e opportunità, dall’Emilia-Romagna verso il mondo e dal mondo di nuovo alla nostra regione”. Anche per Ugolini “il cinquantesimo anniversario è un’occasione per valorizzare una rete che in questi anni è cresciuta in modo esponenziale”, visto che “gli oltre 280.000 emiliano-romagnoli nel mondo sono un patrimonio prezioso per la nostra regione”, mentre per Rontini la Consulta resta “uno strumento importante, che permette il dialogo e la partecipazione, valorizzando e mantenendo vive le tradizioni e la cultura della nostra comunità anche a migliaia di chilometri di distanza”.

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