Elvis Costello, torna “My Aim Is True”: 52 inediti in un monumentale box set per il 49° anniversario

Questo nuovo box set, un’edizione ampliata dell’album di debutto di Elvis Costello “My aim is true”, raccoglie 104 brani, di cui 52 inediti, tra demo, outtake e registrazioni dal vivo. Un viaggio imperdibile nella musica del grande songwriter britannico.
Costello, durante la sua lunga carriera, è stato molte cose: il finto punk un po’ isterico, l’interprete romantico con il cuore in mano, il rocker classico ed erudito, capace di graffiare con i testi. L’artista londinese ha dimostrato “zappianamente” che nessuno stile era in realtà fuori dalla sua portata. Ha registrato a Nashville, ha suonato rhythm and blues sulle tracce dei suoi maestri di colore, ha inciso un disco con i brani preferiti dei suoi quindici anni; ha fatto jazz con Chet Baker e Bill Frisell, scritto musica per un nobile quartetto d’archi come il Brodsky. Il tutto all’insegna di un’inventiva e di una raffinatezza melodica che ha pochi eguali nell’ambito del rock (e non solo). Il metodo coltivato con le melodie e le strutture strofiche per raggiungere il massimo della profondità espressiva; la ricerca legata alla sonorità; il lavoro sul ritmo; la consapevolezza che l’apparato armonico è capace di determinare il senso della melodia e che la realizzazione degli accordi apporta a quest’ultima ulteriori dimensioni: su questi cardini hanno sempre poggiato le canzoni di Costello, in grado di indagare a fondo i rapporti fra melodia e ritmo e di mettere in mostra, dal punto di vista vocale, le sue grandi capacità d’interprete (basti pensare a come riesce a modulare la sua voce, non agilissima, con notevole naturalezza su ogni nota della melodia, alternando un timbro più chiaro, squillante, con un timbro più morbido e soffiato, a volte rompendo leggermente il suono sulle note più basse...).

“C’è tutto Elvis Costello - ha scritto Carlo Piani - nella scelta di festeggiare il compleanno ‘non tondo’ di ‘My aim is true’, il capolavoro che lo ha imposto come uno degli autori più raffinati e sbilenchi dell’ultimo mezzo secolo di rock. Un cofanetto monumentale e anticonvenzionale che mette in evidenza quello che era, allora, il suo scopo: coniugare il folk-country e il rockabilly con il piglio acido del punk”.

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