Due riminesi nella «sporca dozzina» del Premio Strega Poesia

Cultura
  • 06 aprile 2026

A un decennio dall’istituzione del Premio Strega Giovani e del Premio Strega Europeo, nel 2023 si è aggiunto un nuovo tassello: il Premio Strega Poesia. Non esiste tanto la poesia, quanto le poesie, diverse esperienze che meritano tutte ascolto e rappresentazione. Il Premio Strega Poesia nasce per dare loro visibilità, segnalando la produzione di più alta qualità letteraria e significato nel mondo contemporaneo. Quest’anno il Premio vede due candidate riminesi: Isabella Leardini e Sofia Fiorini.

Sono 138 i libri che hanno partecipato alla prima fase di selezione. Queste le dodici opere che accedono alla selezione della cinquina finalista:

Alberto Bertoni, Semplici abbandoni, Einaudi.

Vito M. Bonito, Firmamento (1990-2025), Argolibri.

Franco Buffoni, Poesie 1975-2025, Mondadori.

Azzurra D’Agostino, Cosmic Latte, Marcos y Marcos.

Sofia Fiorini, Il passero bianco, Vallecchi.

Carmen Gallo, Procne Machine, Einaudi.

Federico Italiano, Godzilla e altre poesie, Guanda.

Isabella Leardini, Maniere nere, Mondadori.

Fabrizio Lombardo, La linea spezzata, Donzelli.

Vincenzo Ostuni, Faldone, Il Saggiatore.

Fabio Pusterla, Fiumi nefrite vortici, Marcos y Marcos.

Giovanna Rosadini, Cicatrici, Einaudi.

L’annuncio della cinquina finalista si terrà il prossimo 16 maggio al Salone internazionale del Libro di Torino. Un’ampia giuria composta da personalità della cultura determinerà quindi l’opera vincitrice. Il premio verrà assegnato il 13 ottobre, alla Casa dell’Architettura di Roma presso il complesso monumentale dell’Acquario Romano.

Le motivazioni del comitato scientifico per il libro di Sofia Fiorini: «Mettersi all’ascolto di qualcosa che non si sente e non si vede: è questo il viaggio poetico proposto da Sofia Fiorini. Uno scenario fiabesco che parla di femminilità, di iniziazione e di riti di passaggio. La voce dei morti e quella dei vivi si amalgamano tra ironia e immagini oniriche. Attraversamenti che si presentano come labilità nell’abitare dimensioni paradossali: il confine tra innocenza e crudeltà e quello tra realtà e irrealtà. Una lingua materica e al contempo rarefatta per parlare del corpo fisico e psichico: “quel che resta di queste ossa”».

Sofia Fiorini (Rimini, 1995) ha pubblicato in poesia La logica del merito (Interno Poesia, 2017 e 2023) e La perla di Minerva (La Noce d’Oro, 2023, finalista al Premio Carducci, Premio Flaiano, Premio Prato). Ha tradotto l’antologia italiana delle poesie di Ralph Waldo Emerson Il cervello di fuoco (La Noce d’Oro, 2022). Questo suo ultimo libro è pubblicato da Vallecchi, casa editrice fiorentina ora diventata santarcangiolese dopo l’acquisizione da parte della famiglia Maggioli.

Ed ecco quanto scrivono per la Isabella Leardini: «Con questa nuova, organica opera Isabella Leardini tocca il punto più alto della sua vicenda poetica, collocandosi ai livelli più alti della nuova poesia. In Maniere nere restiamo avvinti dalla limpida musica della pronuncia e dalla complessità delle situazioni proposte, colte nella loro visionaria concretezza. Eccoci immersi nel mistero dei simboli e nel molteplice esprimersi della natura e dell’umana esistenza, tra amore e morte. Leardini realizza la sua meditazione lirica ispirandosi alla tecnica della “maniera nera”, per cui «il visibile si mostra per sottrazione», coinvolgendo bambini vivi, morti e non nati, bambine-perle, spiriti, animali e vegetali: stelle marine, conchiglie, coralli, alghe e fiori. Dedica capitoli al destino di grandi donne della letteratura, «ragazze morte per acqua», «per aria», «per terra» e «per fuoco»: Virginia Woolf, Mariagloria Sears, Antonia Pozzi, Sylvia Plath. L’opera alterna misure brevi e intense a componimenti di largo respiro, offrendo un testo di insolita vitalità intellettuale e notevole spessore emozionale».

Isabella Leardini è nata a Rimini nel 1978. Ha pubblicato le raccolte di poesia La coinquilina scalza (Niebo/ La Vita Felice, 2004) e Una stagione d’aria (Donzelli, 2017), Maniere nere (Mondadori, 2025). Insegna Scrittura creativa all’Accademia di Belle Arti di Venezia e da anni tiene workshop e laboratori di poesia in tutta Italia con il metodo da lei stessa ideato, oggetto del saggio Domare il drago (Mondadori, 2018). Dal 2022 dirige il Centro di Poesia Contemporanea dell’Università di Bologna; cura inoltre le collane di poesia dell’editore Vallecchi, per cui ha pubblicato l’antologia Costellazione parallela. Poetesse italiane del Novecento (2023).

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