I Cream sono stati la band più celebre della scena legata al blues revival, che prese piede in Inghilterra verso la metà degli anni Sessanta. E con la loro musica arrivarono ad influenzare la psichedelia inglese e, soprattutto, l’hard rock.
Spoonful, di cui vi vogliamo parlare, è uno dei brani di “Wheels of fire” (1968), riproposto ora in una nuova edizione dall’etichetta discografica Polydor, che più mettono in risalto quelle che erano le caratteristiche principali della musica del gruppo britannico. Questa dei Cream era la versione di una canzone di Howlin’Wolf, uno dei più famosi cantanti di Chicago. Come molte canzoni blues di Chicago degli anni Quaranta e Cinquanta, il brano rimandava alla tradizione del blues rurale del Mississippi; ne davano conferma la parte vocale - figure discendenti, perlopiù pentatoniche, molte ripetizioni di frasi e brevi motivi, poca “melodia”, vicina al parlato, al grido - e il ricorso, per l’intero brano, a un solo accordo (una sorta di bordone). Altri elementi che richiamavano il blues si possono individuare nell’utilizzo del riff, nell’uso di schemi botta-e-risposta e negli stili strumentali, specialmente in riferimento alla chitarra. La semplicità della struttura armonica di Spoonful aveva il pregio di rendere più libere la melodia e la forma: le linee melodiche non erano obbligate ad adeguarsi alla successione degli accordi e la forma non era vincolata ad assecondare una determinata sequenza armonica. Tale autonomia arrivava a stimolare l’improvvisazione e consentiva al musicista di suonare a lungo e in maniera articolata, come accadeva nell’assolo di chitarra di Eric Clapton. I Cream portavano avanti un discorso musicale in cui veniva data importanza al virtuosismo e all’espressione personale, raggiunta attraverso la maestria “professionale” della tecnica strumentale. Si può arguire che le tecniche di bordone e ripetizione sono particolarmente consone a connotazioni di “collettivismo”: sminuiscono le “differenze” e privilegiano la “tipicità”. I brani dei Cream, sovrapponendo a queste tecniche un’ideologia e una pratica di espressione personale, sembravano stabilire un rapporto dialettico fra le due, articolando l’una attraverso l’altra in una nuova posizione: una posizione, forse, di “individualismo” fraterno.
“I Cream, il primo supergruppo della storia, si formarono nel 1966: Eric Clapton, Jack Bruce e Ginger Baker misero a frutto le precedenti lezioni di blues dipingendolo coi colori della psichedelia. ‘Wheels of fire” è il loro testamento: un live che riassume lo spirito di un’epoca, la stessa incendiata dalle visioni di Jimi Hendrix” (Andrea Silenzi).