A Savignano si discute il futuro dell’intelligenza: artificiale, artigianale o ibrida?

Cultura

SAVIGNANO. Rappresentata graficamente nella locandina di presentazione dal dito di un uomo che si tende verso quello di un robot, aggiornando il particolare del famoso affresco della Creazione di Michelangelo nella Cappella Sistina, l’Accademia Rubiconia dei Filopatridi si apre il 15 marzo alla sala Gregorini (10 ingresso libero, p. Borghesi 1) a un argomento di grande attualità: “ Il futuro dell’intelligenza. Artificiale, artigianale, ibrida”.

Una riflessione che andrà oltre l’hype tecnologico e chiamerà in causa quali relatori: Gabriele Boselli, già docente di Filosofia dell’educazione all’Università di Urbino e membro del Consiglio Nazionale Italiano della Pubblica Istruzione (“Intelligenza artificiale generativa: rischi e opportunità”) e il giornalista e scrittore Salvatore Giannella (“Homo sapiens faber: riscopriamo l’arte del fare per un nuovo rinascimento artigianale”).

Boselli, quali rischi con l’intelligenza artificiale?

«Con l’AI e l’AIG i rischi li corrono ordinariamente coloro che non hanno una conoscenza scientifica adeguata al loro status professionale. Ne conseguono estremizzazioni delle differenze di reddito per la parte che è effetto della differenza delle competenze. Assai rischioso è anche quel “digital divide” cui vanno incontro gli anziani e grave è anche la prospettiva dell’ulteriore precarizzazione del lavoro dovuta alla frammentazione delle attività. Dipenderà molto da chi ne avrà il controllo. Ma un vero e proprio potenziale distruttivo AI/AIG è nelle applicazioni militari, in tempi in cui le guerre saranno e già vengono prevalentemente combattute e tatticamente decise da sistemi d’arma innovativi in cui l’uomo ha poca parte. A condurli spesso non sono coloro che li hanno acquistati ma i venditori, secondo le decisioni dei rispettivi governanti (es. F35, Himars...). Non avendo coscienza, per risparmiare soldati i sistemi d’arma, gli AI sono diretti senza remore principalmente contro i civili e le strutture economiche».

Quali invece i vantaggi?

«Ci vorrebbe un colto, intelligente e disinteressato governo politico internazionale dei flussi economici. I vantaggi sono e saranno di chi si sa muovere con l’AIG in qualsiasi campo: culturale, tecnologico, finanziario, giuridico, sociale in genere. Importante far agire nell’intelligenza artificiale tutta la nostra intelligenza naturale. Ci si potrebbe con l’AIG riconoscere meglio come soggetti realmente attivi, dinamicamente interattivi attraverso la relazione con il mondo così come attraverso capacità autoriflessive. L’io potrebbe farsi pienamente soggetto, autore di una propria meno faticosa e forse più produttiva e ricca impresa di visione del mondo. È l’uomo divenire libero dalla fatica dura e insensata di cui pur in lontanissimi scenari scriveva Aristotele. Libero, forse, anche grazie all’interazione con questa nuova via trascendentale di aiuto al pensare, al conoscere e all’agire. Compito della scuola è sempre più contribuire anche con l’AIG alla costruzione del conoscere venturo».

Giannella, come l’impiego dell’IA chiama in causa ambiente, capitale umano e responsabilità collettiva?

«Per ridurre i rischi (etici, di sicurezza dei dati personali, occupazionali) il rapporto tra Intelligenza Umana e quella Artificiale deve dar vita a una sola, grande intelligenza “simbiotica” o, per dirla con un aggettivo resa più popolare dal mondo automobilistico “ibrida”. CHAP-GPT si apre ad esempio si applicazioni d’uso che lo stesso gruppo dei suoi ideatori non ha voluto mettere a disposizione del Pentagono a fini militari. Il rischio è senza un controllo su base etica l’I.A. venga impiegata, come accaduto nei giorni scorsi in Iran, bombardando una scuola. Se invece viene usata per aumentare il capitale umano è una formidabile “arma pacifica” per l’umanità, contro la paura, il sottosviluppo, la povertà, come ha detto papa Leone XIV».

Come si può rendere una prospettiva concreta quello che lei definisce «lo scenario del millennio della bellezza e della intelligenza ibrida, dell’intelligenza delle mani e del cuore»?

«In Romagna c’è la più alta densità in tutta Italia di piccole imprese artigianali. Di fronte alle difficoltà presenti esse possono godere di un rilancio formidabile tramite nuove applicazioni di A. I., ad esempio in settori come quello calzaturiero, delle stampe artigianali. Amplificare il valore della loro particolarità è decisivo per la crescita del settore tramite una varietà di forme, di stili. Occorre fare dell’I. A. una compagna intelligente dell’uomo che crea e costruisce. Penso allo spazio per l’apparato culturale delle aziende per creare narrazione, videomessaggi, racconti intorno ai processi di lavoro. Creare tramite un allargamento dello spazio della comunicazione la possibilità di moltiplicare i frutti della creazione (sempre ripeto, guerre permettendo...). In Giappone l’artigianato di qualità viene definito “tesoro nazionale dei viventi”. L’IA dev’essere come una fonte di saggezza positiva nel mosaico della creatività romagnola e nazionale».

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