A Palazzo Zabarella i capolavori che hanno cambiato l’arte

Cultura
  • 23 gennaio 2026

di NUNZIO FESTA

PADOVA. A qualche respiro dalla Basilica di Sant’Antonio, a qualche sussurro da una delle dieci, cento piazze, fra le quali una delle più grandi d’Europa, della Padova delle biciclette, delle chiese imponenti, degli affreschi, dei resti di San Luca e tanto altro ancora, spunta l’albagìa rispettosa di Palazzo Zabarella. Dove sino a domenica 25 gennaio sarà ancora possibile visitare la mostra “Modigliani, Picasso e le voci della modernità del Museo Lam”, organizzata da Palazzo Zabarella e Lam (Lille métropole musée d’art moderne, d’art contemporai et d’art brut), in collaborazione con Manifesto Expo, promossa da Fondazione Bano in collaborazione con l’assessorato alla Cultura del Comune di Padova.

Il percorso è composto da 65 opere di artisti dell’avanguardia storica, fra le quali 6 firmate da Amedeo Modigliani e 5 da Pablo Picasso. Le creazioni arrivano dal lascito di Geneviève e Jean Masurel, sia quelle da loro acquistate che quelle ereditate dal loro zio Roger Dutilleul; quest’ultimo, dopo aver acquisito opere fauviste, rimase favorevolmente impressionato dai quadri di due giovani artisti, Georgese Braque e Picasso, talenti in pieno cubismo, come dai dipinti “tubisti” di Léger e alla ricerca di Kahnweiler.

La mostra è articolata in sei sezioni, a cura di Jeanne-Bathilde Lacourt. Si comincia proprio dalle opere giovanili di Léger e Pablo Picasso, dove spiccano i capolavori “Il Sacro Cuore di Montmartre” (Braque), “Pesci e bottiglie” (Picasso); qui Braque muove pochi colori, scompone la materia del soggetto, ne trasfigura la verità assoluta e permanente. Mentre il Picasso, lungi da essere il maestro famosissimo e altamente quotato dal mercato dell’arte che diverrà all’appuntamento storico con il genio Modì, sta già trasformando il concetto stesso di natura morta.

L’artista tubista Léger è poi mostrato da 6 dipinti, esposti nella sala che custodisce anche lavori cubisti di Survage, de Kermadec, Borés, Laurens. Ma i movimenti d’avanguardia sono testimoniati anche con, addirittura, opere di Mirò, Lanskoy, Chapoval, Torres-Garcia, Calder e altri. Ci sono autentici capolavori, in esposizione. Oltre che opere comunque superbe. Ché non esistono altri termini per definire alcuni quadri di Palazzo Zabarella: “Il boccale” e “Donna con cappello” di Picasso, “Donna sdraiata” di Léger, “Il Sacro Cuore” di Braque appunto, “Testa di donna” di Laurens, “Mobile” di Calder, “La lapidazione” di Buffet, “Busto di Cristo in croce” di Leroy e molti altri.

Ma è davvero il cosiddetto “Museo personale” destinato alle opere di Modigliani che merita ore di approfondimento. Che intanto lo spazio dedicato all’artista livornese di nascita propone una delle pochissime realizzazioni artistiche del genio vissute da due elementi invece che uno: “Maternità”. La moglie Jeanne tiene in braccio la figlia Jeanne. Il più grande amore femminile di Modì, più potente e viscerale perfino della storia d’amore con la poeta Anna Achmatova, e le figlioletta che finirà la sua vita come nelle pagine del più classico dei gialli. L’opera è veramente la figura stessa della spontaneità e del gesto naturale che pone al centro del discorso niente di meno che il legame più forte che ci possa essere, quello filiale. E ci proietta nella tela. Facendoci sentire tutto il peso e la grazia delle nostre materne origini. La nascita stessa.

Il capolavoro del Modigliani fronteggia l’altra indimenticabile prova d’autore: “Nudo seduto con camicia”, che è anche l’immagine di promozione della mostra. Esposta di fianco a “Ragazzo coi capelli rossi”. Importante e sentimentale è anche poi il ritratto “Moise Kisling”, giovane artista stanziatosi a Parigi durante la prima guerra mondiale e grande amico di Modigliani. Nella stessa stanza attendono pure “Viking Eggeling” e “Busto di giovane donna”. La grandezza di Amedeo Modigliani, che avrebbe voluto fare lo scultore, è cristallizzata nel tempo. E da questa saremo per sempre pervasi.

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui