Miles Davis nasceva il 26 maggio di cento anni fa. Un artista che ha rivoluzionato il jazz e non solo, influenzando molta della musica che è venuta dopo di lui. Come dimostra il disco di cui vi vogliamo parlare, seppur in breve, per celebrarlo, “Kind of blue”, uscito nel 1959, probabilmente l’album più venduto della storia del jazz (circa 10 milioni di copie) e, soprattutto, il più bel disco della storia del jazz, che vale la pena ascoltare anche se non si è abituali frequentatori del genere. Un lavoro - al quale parteciparono jazzisti del calibro di John Coltrane, Cannonball Adderley, Bill Evans, Winton Kelly, Paul Chambers e Jimmy Cobb - che segnava la nascita del jazz “modale”, costruito su scale (modi) e non più su accordi. Cinque pezzi, quelli contenuti nell’album, in grado di stupire, tra le altre cose, per la capacità di mettere insieme l’essenzialità del discorso melodico e la creazione di armonie che non sostenevano più le digressioni melodiche dei solisti “ma si facevano proprio esse supportare da determinate scale o modi ripresi anche dalla musica antica”. Basti pensare a Flamenco Sketches, forse il pezzo più originale di “Kind of blue”, costituito da una sequenza di cinque modi di durata variabile. I solisti si susseguivano rispettando la sequenza data ma potevano decidere in autonomia, o su suggerimento di un membro della ritmica, la durata di ogni singolo modulo. Questa pratica dava vita ad una specie di “struttura aperta”, diversa a ogni esecuzione. Un brano che, come tutto il disco, testimoniava della costante ricerca di una sorta di musica assoluta, dalle atmosfere rarefatte, che conteneva intelligenza e passione contemporaneamente.
“Il musicista dell’Illinois - ha detto lo scrittore inglese Geoff Dyer - non ha creato solo un mondo ma tanti. Pensiamo alle innovazioni che ha prodotto nel bebop, l’hard bop, il cool jazz, il jazz rock, perfino l’ambient. Ma, anche se erano così diversi, questi mondi erano, alla fine, tutti chiaramente targati Miles Davis. Grazie al filo conduttore che li attraversava: il suono della sua tromba”.