Cultura romagnola in lutto: è scomparso Federicomaria Muccioli

Cultura

RIMINI. Federicomaria Muccioli, studioso, saggista, scrittore e docente universitario a Bologna e Ravenna, è morto questa mattina nella sua casa di Rimini, città dove era nato l’8 dicembre 1965. Lascia la moglie Manuela e le figlie Bianca e Ilaria. Dopo aver insegnato al Liceo Classico “Giulio Cesare”, la carriera di Federicomaria Muccioli lo aveva portato a diventare professore ordinario di Storia greca all’Università di Bologna. Il suo ultimo lavoro era uscito nel 2019 per Il Mulino: “Storia dell’Ellenismo”. «La storia antica – diceva – ha ancora oggi una attualità impressionante. Sempre più tendiamo a dimenticare il passato. Ma costruirsi una cultura non può prescindere dal capire le proprie radici».

Fino all’ultimo ha continuato a lavorare a un libro su Plutarco per la Bur, «il mio testamento».

Tante le espressioni di cordoglio per la perdita. Lo studioso riminese Alessandro Giovanardi scrive: «A gennaio Federicomaria mi donò un breve, puntuale articolo sulla dispersa biblioteca riminese dei Malatesta che pubblicai su “Ariminum”: al tempo si parlava di partecipare insieme a un bellissimo convegno su Basinio che si sarebbe inaugurato proprio oggi a Palazzo Buonadrata se la reazione all’epidemia non avesse cancellato tanti, troppi appuntamenti, allontanando le persone con eccesso di zelo. L’annuncio della sua morte è giunto come una gelida coltellata, un po’ come quelle notizie a cui non si riesce a credere, perché i recenti incontri invernali o le telefonate e i messaggi niente facevano trasparire del suo peggiorato stato di salute: si mostrava piuttosto divertito, sobrio, distaccato, preciso nei suoi giudizi. Federico era sicuramente tra i più colti e raffinati studiosi nati nella mia città: un grecista sottile, un accademico stimato a livello nazionale e internazionale, un critico esigente e nello stesso tempo un uomo generoso e disponibile, che amava le radici antiche, classiche e rinascimentali della sua terra e ne custodiva la memoria, rinnovandone le letture. Era un “burbero benefico” di cui ho sempre apprezzato l’ironia e la franchezza e con cui mi piaceva intrattenermi in finissimi pettegolezzi che, si sa, nella vita sono importanti quanto la religione e la filosofia: chiacchiere taglienti ma senza malevolenza, sorridenti perché, scherzando delle debolezze del mondo della cultura, si rideva di noi stessi. Buon luminoso viaggio caro Fede».

Anche i colleghi del Dipartimento di Beni culturali dell’Università di Bologna con sede a Ravenna hanno voluto scrivere un ricordo del docente e amico: «Il professor Federicomaria Muccioli ha insegnato Storia greca a Ravenna per oltre 15 anni nei corsi della Facoltà e poi del Dipartimento di Beni Culturali: generazioni di studenti hanno imparato da lui il metodo critico, il controllo rigoroso delle fonti, la ricerca dell’autentico rispetto al falso, il confronto delle ipotesi. Esercizio tanto più difficile per la storia antica proprio perché i documenti sono pochi e incerti; da quelle lezioni non dovevano nascere solo nuovi storici o nuovi archeologi, ma cittadini in grado di capire e leggere il presente e la contemporaneità anche in ragione di quello sforzo critico cui li spingeva il loro professore, mai temuto ma piuttosto rispettato. Lo ricorderanno sempre i colleghi ravennati, ma la sua mancanza sarà avvertita anche nei bar e nelle trattorie dove si fermava a prendere un caffè o consumare un pranzo veloce nelle pause delle lezioni, a chiacchierare di futuro e di Plutarco, il suo scrittore più amato. Era impossibile non notarlo, non ricordarsi di lui e della sua borsa di cuoio piena di libri e del computer che teneva sempre con sé (è stato uno tra i pochi a non cedere alla comodità dello zainetto), della simpatia romagnola che sprigionava come un’aura irresistibile e attrattiva. Federico Muccioli mancherà a Ravenna, all’Università di Bologna, agli studenti e alla comunità di studiosi del mondo antico: Federico mancherà soprattutto alla sua famiglia, la moglie Manuela (il suo faro di Alessandria in questi anni come ha scritto nel dedicarle uno dei suoi ultimi libri, Storia dell’Ellenismo, Bologna 2019) e le due figlie Bianca e Ilaria. Ci resteranno i suoi libri che continueremo a leggere, e in particolare La storia attraverso gli esempi (Milano-Venezia 2012) in cui hanno trovato sintesi le sue passioni: la storia e il racconto esemplare. È un titolo da cui traspare l’infinita passione per i classici e l’autore che più di tutti li ha tramandati verso la contemporaneità: Plutarco letto dagli umanisti, dai giacobini francesi e gli intellettuali italiani del Risorgimento. Federico era costantemente affascinato dal rapporto tra le storie individuali, a volte sofferte e incomprese, le biografie dei singoli rispetto ai grandi eventi e le vicende della storia. Le esplorava negli antichi e nella contemporaneità, come quando ha studiato la vita, e la morte, del ciclista Marco Pantani (e lui stesso era ciclista: tutti lo ricordano a Delfi quando seguiva e spesso precedeva in bicicletta i colleghi convegnisti che si spostavano con un pullman). Se la storia, particolare o universale, si conosce e comprende attraverso gli esempi, il prof. Federicomaria Muccioli è stato un esempio importante per tutti i colleghi, gli amici, i collaboratori, gli studenti che lo hanno conosciuto e incontrato.Come una delle Vite di Plutarco ci sarà tempo e modo, in futuro, per raccontarla e conservarne la memoria preziosa: pur nel dolore della perdita, la sua famiglia ne sia orgogliosa».

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