«La cultura? È l’unico vero lusso a disposizione dell’essere umano»

INTERVISTA A MARINA MASSIRONI, IN SCENA CON IL SUO NUOVO SPETTACOLO

CONSELICE. Due vicende umane lontanissime che si incontrano nello scenario di un’America percorsa da forti divari sociali. Maude, una cinquantenne disoccupata che vive in una caotica roulotte, acquista da un rigattiere per pochi dollari un possibile tesoro: un presunto quadro di Jackson Pollock. Lionel, esperto d’arte a livello mondiale, volato da New York a Bakersfield, ha il compito di valutare l’autenticità dell’opera che potrebbe far cambiare la vita a Maude.
Il dialogo si svolge tra le cianfrusaglie della casa-roulotte e marca la grande differenza culturale dei due, ma nel proseguo dell’incontro Maude si rivela meno sprovveduta di quanto appare e la posizione di Lionel sempre più fragile, in una sorta di ribaltamento di ruoli che ci porterà all’epilogo.
Questo andrà in scena sabato 15 febbraio alle 21 al teatro Comunale di Conselice con “Le verità di Bakersfield” di Veronica Cruciani con Marina Massironi e Roberto Citran. Ne abbiamo parlato con l’attrice.

Massironi, perché ha detto sì a questo spettacolo teatrale?
«In realtà in questo caso ho fatto molto di più che dire sì. Avevo visto la versione londinese dello spettacolo e mi ero innamorata del testo, quindi l’ho proposto a Nidodiragno/Cmc, con cui avevo già felicemente collaborato per “Rosalyn” , lo spettacolo precedente, e l’ho coprodotto con loro. Trovo questo testo intrigante per diversi motivi. Intanto per il dibattito su ciò che è vero e ciò che non lo è, attualissimo di questi tempi. Poi per il tema della fruizione dell’arte, l’approccio all’opera, la domanda se il suo messaggio raggiunge necessariamente solo chi ha i mezzi culturali o abbraccia anche chi ha la giusta sensibilità. E poi perché è ben costruito. Non è prevedibile, ci sono continue sorprese. Si ride e poi improvvisamente si diventa serissimi, senza soluzione di continuità, come nella vita».

Ci spiega un po’ il titolo?
«Bakersfield è in California, ed è il luogo dove tutto accade. Dove Maude Guttman, il mio personaggio, vive da oltre trentatré anni, in una roulotte. Dove arriva Lionel Percy, l’esperto d’arte che dovrà dire se il quadro di Maude è autentico oppure no. Dove i due nasconderanno e sveleranno, oltre alla verità del quadro, anche quelle personali, e altre ancora, più sorprendenti».

Lei veste i panni di Maude: come si è preparata per questo personaggio?
«Con Veronica Cruciani, la regista, e Micaela Sapienza, la nostra trainer, abbiamo lavorato molto sulle fisicità contrapposte, sui movimenti piccoli e quelli più ampi, sulla forza e la fragilità di entrambi i personaggi, per restituire tutti i passaggi emotivi, i contrasti e gli avvicinamenti, per evocare, anche in un modo visionario, le urgenze, le motivazioni dei comportamenti. La regia di Veronica ha costruito questo tipo di lavoro anche nel bellissimo allestimento scenico e musicale».

Che tipo di donna è Maude?
«È una disoccupata di mezza età, ex barista, che vive in una periferia dimenticata, dentro una roulotte, ed è una donna forte, coraggiosa e tenace, concreta, ma anche carica di segreti importanti che le hanno segnato la vita. Non è una donna colta, ma molto intelligente e brillante».

Avete qualcosa di simile o di totalmente differente?
«Riconosco in me un po’ della tenacia e del senso di giustizia di Maude, e anche un po’ della sua fragilità e del suo pudore a mostrarla agli altri».

Emerge subito tra i due un abisso per quanto riguarda il bagaglio culturale.
«Lionel e Maude sono agli antipodi in tante cose. La prima a emergere è proprio la differenza di classe, sociale e culturale. Lei non ha potuto prendere quell’ascensore sociale che Lionel non ha avuto bisogno di prendere. Lei è socialmente in fondo alla scala, lui è sul gradino più alto. Ma poi scopriranno di avere delle cose in comune».

Cosa rappresenta per lei la cultura?
«È l’unico vero lusso a disposizione dell’essere umano. L’unico mezzo per districarsi nelle complicate relazioni con gli altri e con il mondo. Per capire, vivere pienamente e prendere una posizione sicura, per godere della bellezza e della diversità delle cose e costruire un comportamento consapevole e critico. Per evitare i pregiudizi e le chiusure dovute alla paura, all’ignoranza».

Cosa si augura arrivi al grande pubblico dello spettacolo?
«La curiosità di conoscere le verità di Lionel e Maude e il godimento di lasciarsi sorprendere dagli eventi e dalle rivelazioni».

Per info: biglietteriateatroconselice@gmail.com

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