Croatti: “Eolico: cinico chi dice no perché non porta risparmi”

«Il ministero della Transizione ecologica si è positivamente pronunciato sulle concessioni demaniali oltre le 12 miglia. E voler bloccare la realizzazione dell’impianto perché non porta risparmi in bolletta è un modo cinico di affrontare il tema della sostenibilità ambientale». Il senatore M5S, Marco Croatti, torna sul progetto del Parco eolico in Adriatico proposto dalla società Energia Wind 2020 e pone l’accento su alcuni punti importanti. «Il tema dell’eolico offshore riminese sta dividendo il nostro territorio – sottolinea Croatti -: cittadini, associazioni, amministrazioni locali e forze politiche mostrano sensibilità molto eterogenee. È una situazione complicata che si ripete in tutto il Paese, con i progetti eolici offshore che trovano difficoltà a vedere la luce per le resistenze delle comunità prospicienti, comprensibilmente preoccupate dagli impatti, non solo paesaggistici di questi impianti industriali. È una situazione che rallenta il percorso verso la transizione ecologica del Paese».

L’esponente pentastellato, quindi, critica duramente alcune posizioni ultra-ambientaliste: «Risultano illogici e miopi i toni di alcune associazioni ambientaliste che vorrebbero imporre ai territori impianti eolici anche sottocosta. Questo scontro è controproducente proprio per la battaglia, condivisibile, che portano avanti. È uno scontro che farà affondare tutti i progetti. Serve un compromesso. Da qualche mese il ministero della transizione ecologica si è positivamente pronunciato sulle concessioni demaniali oltre le 12 miglia (22 chilometri dalla costa), consentendo la possibilità di costruire questi impianti senza impatto paesaggistico e rischi per la pesca. E dopo questi chiarimenti normativi, le aziende proponenti gli impianti eolici a Fano e Ravenna stanno correndo per realizzare i loro progetti senza incontrare resistenze dalle comunità costiere. Mentre il nostro progetto riminese si è fermato, tanto che Energia Wind 2000 ha dovuto rivedere il progetto allontanandolo a 10 miglia dalle nostre spiagge. Penso che l’eolico offshore oltre le 12 miglia sia la chiave per realizzare questi impianti».

Croatti conclude entrando sul tema bollette. «Sul fatto che questo impianto sia da bloccare perché non porterebbe vantaggi in bolletta ai riminesi credo non sia responsabile affrontare il tema della sostenibilità ambientale in modo così cinico, a maggior ragione in un momento in cui tante famiglie stanno soffrendo economicamente per i gravi ritardi dell’Italia sulle energie rinnovabili. Le amministrazioni locali potrebbero agire per avere ricadute positive per il territorio, pretendendo dalle società promotrici investimenti in chiave sostenibile nei comuni costieri e attivandosi per sfruttare questi impianti in ottica turistica, ad esempio creando reef artificiali per i sub».

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