Cristina Golinucci scomparsa da 30 anni: la giornata per ricordarla

“Ciao mamma, ci vediamo questa sera” sono le ultime parole che la 21enne Cristina Golinucci ha detto quel 1° settembre del 1992 a Marisa Degli Angeli nella loro casa di Ronta. E da allora sono trascorsi praticamente 30 anni e di Cristina non si è saputo più nulla.

Per il trentennale della scomparsa di Cristina Golinucci l’appuntamento è fissato per il 3 settembre al Palazzo del Capitano, ricordando che “Chi dimentica cancella. Noi non dimentichiamo”. Si tratta di un evento per ricordare i trent’anni dalla scomparsa di Cristina Gollinucci, avvenuta il 1° settembre del 1992 dal parcheggio del convento dei Cappuccini.

La sala Sozzi ospiterà dalle 16in primo luogo la mamma Marisa Degli Angeli, che si presenterà e racconterà quanto accaduto e la sua lunghissima battaglia per sapere che fine ha fatto sua figlia. A seguire saranno presenti due avvocati che fanno parte dell’associazione “Penelope”, che si occupa di persone scomparse su scala nazionale, il presidente Nicodemo Gentile e Barbara Iannuccelli. Gentile approfondirà l’argomento “Scomparse e omicidi senza cadavere”. Iannuccelli invece relazionerà sul tema “A 30 anni dalla scomparsa di Cristina le voci ci guideranno verso la verità”. A seguire la compagnia “Teatro delle Lune” presenterà lo spettacolo “I fiori di Cristina”, accompagnato dal pianoforte del maestro Andrea Ruscelli, per la regia di Monica Briganti, che si occuperà anche della lettura teatrale insieme a Vincenzo Morrone, dal testo di Massi Fusai.

In conclusione sono previste le domande del pubblico.

Dice la mamma Marisa Degli Angeli: «In questo momento posso solo dire che un aiuto morale me lo ha dato il sindaco Enzo Lattuca, perché per non far dimenticare Cristina e i 30 anni dalla sua scomparsa lui stesso si è prodigato per organizzare la Messa, che celebrerà il nostro vescovo Douglas Regattieri nel giardino di Cristina a Ronta, e gli altri eventi legati alla commemorazione. E di questo gli sono molto grata perché quello che più mi preme ora è che Cristina non venga dimenticata. E ringrazio anche tutta Cesena e l’associazione Penelope, nella persona di Paola Pedrelli, che hanno voluto ricordare Cristina. Come mi sento in questo momento non è descrivibile, è inimmaginabile, lo può capire solo chi ha provato la stessa cosa. Ho perso una figlia che col suo carattere e con la sua indole ha lasciato tanto nelle persone che l’hanno conosciuta. E se a Cristina non fosse successo quello che le è capitato si poteva scoprire quanto fosse bella e speciale. Lei è Penelope, che ha tessuto nei pochi anni in cui ha vissuto tante relazioni, tanti legami con le persone e ha lasciato un tenero ricordo in tanti. E questo Cesena lo ricorderà sempre».

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