Cristina Donà a Palazzo Dolcini di Mercato Saraceno: l’intervista

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, Cronopios organizza per l’Assessorato alla cultura del Comune di Mercato Saraceno, questa sera alle 21 nel teatro comunale di Palazzo Dolcini un concerto di Cristina Donà.

La cantautrice milanese, da tre decenni tra le principali esponenti del cantautorato femminile italiano, ha appena pubblicato due nuovi singoli: “Desiderio” e “Colpa”, che preludono all’uscita di un intero album, “deSidera”, il prossimo 3 dicembre.

Prima di parlare del disco, chiediamo a Donà un punto di vista sul tema della violenza di genere.

«Purtroppo continuano ad esserci troppi casi e pochi fondi per i centri antiviolenza. Occorrerebbe portare una visione diversa della donna nella società, soprattutto maschile, partendo dalle scuole: quando si fanno le manifestazioni partecipano solo donne. Sembra quasi che sia un destino ineluttabile delle donne non essere accettate o, meglio, non essere riconosciute in nuove scelte di vita che i tempi attuali consentono. Sembra che siamo ancora proprietà degli uomini. Occorre scardinare una mentalità».

Quali possono essere le soluzioni?

«Credo sia molto importante la formazione di chi opera nei centri antiviolenza. Mi raccontava un’amica che fa volontariato in una di queste strutture che molto spesso, anche a fronte di denunce, non si sa bene come agire e come districarsi tra leggi e burocrazia. Succede che si facciano errori che poi impediscono di risolvere il problema».

“Colpa di una donna con la sigaretta. Si è girata troppe volte anche se di fretta. Ti ha guardato bene da sotto a quegli occhiali. Non si sente in colpa”. Questo e altri versi del suo ultimo singolo “Colpa” sembrano parlare proprio di questo argomento.

«Il brano parla di colpa in diversi contesti, compreso quello di cui parlavamo, ma l’idea iniziale mi è venuta ascoltando politici che per giustificare scelte discutibili davano colpe ora ai migranti, ora ad altri, e non sto parlando solo della destra. Da questo punto di partenza mi sono poi allargata a un concetto generale di alibi, in cui tutti cerchiamo un capro espiatorio. Includo in questo atteggiamento anche me stessa, soprattutto dopo che mi sono avvicinata allo yoga, che mi ha aiutato a guardarmi dentro. Parlando di capri espiatori non possiamo non includere le donne, che dalla caccia alle streghe al delitto d’onore, nella storia hanno sempre rivestito questo ruolo. Il video del brano chiarisce molto bene questo aspetto, raffigurando all’inizio una donna in catene, che alla fine viene colpita al cuore».

Per i testi con versi ripetitivi, recitati come litanie più che cantati, e per le esplosioni di chitarre elettriche distorte su un tessuto di suoni quasi minimale, i due singoli “Desiderio” e “Colpa” ricordano Giovanni Lindo Ferretti e i Cccp.

«È un paragone che mi onora, anche se devo dire che ho conosciuto più i Csi e i Pgr (gruppi eredi dei Cccp, ndr), soprattutto nel disco “Ko de mondo”, che ho adorato. Ho avuto occasione di lavorare con Ginevra Di Marco, che ne faceva parte, ma mi riprometto di approfondire anche il periodo Cccp, perchè Ferretti è certamente un punto di riferimento importante per me».

Negli anni l’abbiamo conosciuta come cantautrice classica “chitarra e voce”, mentre in questi nuovi brani c’è parecchia elettronica.

«Avevo voglia di ascoltare il timbro della mia voce su suoni più sintetici, anche se l’album non sarà un disco elettronico. Il mio produttore Saverio Lanza l’ha ribattezzata “elettronica preistorica”, perché usata in maniera basica, senza raffinazione. È stato un lavoro molto lungo, che si basa su tastiere e chitarre suonati, poi filtrati attraverso l’elettronica; non è una cosa nuova perché ci sono artisti che lo fanno da secoli, però dà un suono nuovo al mio stile cantautorale. Il lavoro più lungo è stato però sui testi: sono partita da piccole “cellule” di testo, ampliandole man mano, perché non avevo un’idea precisa di dove andare, quindi mi sono fatta guidare dall’istinto e da quel che si formava pian piano».

Ci dice qualcosa del prossimo album?

«È già pronto. Il titolo “deSidera” allude al desiderio, partendo dal latino “de sidus”, che significa mancanza di stelle a scopo augurale, quindi simboleggia l’imperscrutabilità del futuro. È stato realizzato grazie al crowdfunding in primavera scorsa, e chi ha partecipato al finanziamento ne ha già avuto una copia in anteprima. Avevo scelto questa modalità per un album con Ginevra Di Marco nel 2018 e penso che in un momento in cui i fondi per realizzare i dischi sono sempre meno, e le major discografiche si comportano in modi che non sempre condivido, il crowdfunding sia una buona possibilità».

Sul palco con Cristina Donà a chitarra e voce, ci sarà il produttore e musicista Saverio Lanza a piano, chitarra, basso ed elettronica, con cui collabora da qualche anno.

Biglietti a 15 e 10 euro.

Info 348 40218062

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