Un magazzino, nel porto vecchio di Trieste, pieno di stoviglie, fotografie, sedie… testimonianze mute di tante vite: Simone Cristicchi da anni racconta la storia, le storie, del Magazzino n. 18, dove vennero accatastati i beni di tante famiglie che nel 1947 si allontanarono dalle proprie case in Istria e nella fascia costiera dell’attuale Croazia. Il monologo di Cristicchi, oggi intitolato “Esodo”, va in scena, dopo gli spettacoli del progetto “Aperture”, oggi e domani (ore 21) al teatro Goldoni di Bagnacavallo, e poi il 28 ottobre (ore 21) al Palacongressi di Bellaria Igea-Marina per la stagione del teatro Astra, e il 29 (ore 21) al teatro Diego Fabbri di Forlì. “Esodo” è una lettura storica ed emozionale delle vicende iniziate con il Trattato di Parigi del febbraio ’47 con cui l’Italia cedeva alla Jugoslavia di Tito, territori e città a oriente, territori e città italiani fin dai tempi della Serenissima, ma che l’Italia, dopo averli brutalizzato durante il fascismo, aveva dovuto cedere a uno degli Stati vincitori: uno dei tanti esiti nefasti di una guerra sciagurata, e di una condotta politica criminale. Come sempre e come era già successo negli anni precedenti, pagò la gente “comune”. Circa 300.000 persone si trovarono a fare una scelta che scelta non era…

E Cristicchi rievoca quelle vicende, in fondo poco note se non per chi le visse, e coglie in questo silenzio, nella mancanza di una memoria collettiva che li rievochi il dramma di quei fatti. A ricordarli, infatti, solo tante testimonianze della quotidianità, accatastate sotto la polvere in un magazzino pieno di oggetti, e vuoto di speranze. In “Esodo” il racconto si alterna alle immagini: non si sa granché dei profughi di Pola, di Fiume, di Abbazia… ma ogni tanto negli anni il loro dolore, il senso dello sradicamento sono riusciti a emergere: attraverso un filmato, una foto, o i ricordi di qualche personaggio famoso come l’attrice Laura Antonelli la cui famiglia aveva vissuto l’esodo. Cristicchi parte dagli oggetti per riportare alla luce le vite che vi si nascondono, ma guarda anche agli italiani che scelsero di rimanere, alla storia dell’operaio di Monfalcone che decise di trasferirsi in Jugoslavia, o di chi, come il poeta di Rovigno, Ligio Zanini, fu prigioniero per anni del lager di Goli Otok.

Biglietti Bagnacavallo: 15-25 euro (info: 0546 21306 0545 64330). Forlì: 15-27 euro (0543 26355). Bellaria: 18-20 euro (0541 1411345).

Info: www.accademiaperduta.it

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