Creme solari: alcuni filtri possono danneggiare l’ambiente

I principi attivi presenti nelle creme solari possono avere effetti dannosi sugli ecosistemi di acqua dolce. A dirlo è uno studio dei biologi dell’Università dell’Alberta che è stato pubblicato sulla rivista Science of The Total Environment. I risultati mostrano che l’esposizione a lungo termine ai filtri ultravioletti, inclusi l’avobenzone, l’ossibenzone e l’ottocrilene, può essere letale per alcuni organismi che vivono in ambienti di acqua dolce. Una delle maggiori fonti di contaminazione del filtro Uv, sia negli ambienti marini sia in quelli di acqua dolce, è infatti la lisciviazione della protezione solare dalla pelle durante le nuotate. Lo studio ha analizzato gli effetti sulla Daphnia magna, la pulce d’acqua.

I risultati hanno evidenziato che l’esposizione ai filtri Uv per due giorni ha impedito alle pulci di navigare nel loro ambiente. L’esposizione per un periodo di due settimane, simile a quella che potrebbe verificarsi vicino alle zone balneari, si è rivelata letale per i minuscoli crostacei. C’è però anche una buona notizia: le pulci sono state in grado di recuperare la loro capacità di navigare nell’acqua una volta rimossa la contaminazione. «Queste sostanze chimiche sono di breve durata nell’ambiente, quindi se rimuoviamo le fonti di inquinamento, c’è una ragionevole possibilità che gli organismi in quegli ambienti si riprendano» spiegano gli studiosi canadesi.

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