Crac A.C. Cesena: due patteggiamenti e creditori a caccia di soldi

Una mancata notifica della fissazione dell’udienza all’avvocato Tommaso Guerini, che assieme a suo padre Umberto difende Luca Mancini, ha causato ieri una battuta d’arresto nel decollo del processo penale per il crac dell’A.C. Cesena. In attesa del 4 marzo, data di rinvio fissata dal giudice, sulla scacchiera giudiziaria sono state però anticipate un paio di mosse interessanti. Da una parte, gli avvocati Luca Ferrini e Giovanni Principato hanno manifestato l’intenzione di chiedere il patteggiamento dei rispettivi assistiti, Maurizio Marin e Giampiero Ceccarelli. Dall’altra parte, l’avvocato Matera di Bologna, per conto del curatore fallimentare, ha chiesto di costituirsi parte civile nei confronti di quattro imputati: Rino Foschi, Luca Mancini, Maurizio Marin e Luigi Piangerelli. Nomi di spicco dell’estinto pianeta bianconero dai quali si vuole cercare di recuperare soldi per soddisfare, almeno parzialmente, i creditori traditi dal crac. Sono tutte istanze che andranno debitamente formalizzate e su cui il magistrato dovrebbe pronunciarsi il 4 marzo, perché il difetto di notifica ha fatto saltare l’udienza di ieri. Però è stata l’occasione per scoprire alcune carte importanti.

I patteggiamenti

I due patteggiamenti preannunciati hanno lo scopo di ottenere significativi sconti di pena. È la stessa strada che ha percorso l’ex presidente del Cavalluccio, Igor Campedelli, che davanti al gip ha già concordato una pena sospesa di 18 mesi, accompagnata da un risarcimento di 140.000 euro. Scelte del genere, sempre sotto forma di patteggiamento oppure di giudizio abbreviato (altro rito alternativo che comporta vantaggi per chi lo accetta) potrebbero essere fatte anche da altri dei 16 imputati, chiamati a rispondere di reati vari, a cominciare dalla bancarotta. A sostenere l’accusa è il pubblico ministero Francesca Rago.

Curatore a caccia di soldi

La decisione della curatela fallimentare di chiedere la costituzione di parte civile per fare valere i propri interessi nei confronti di quattro delle persone inguaiate è dettata dal dovere di cercare ogni canale possibile per rastrellare risarcimenti. Ma perché proprio Foschi, Mancini, Marin e Piangerelli e solo loro? La risposta è semplice. Per gli altri è già stata attivata una causa civile davanti al tribunale delle di Bologna: in quella sede il curatore fallimentare confida che vengano disposti risarcimenti per responsabilità civile. I quattro imputati che vuole mettere ora “sotto assedio” entrando nell’agone giudiziario come parte civile sono invece rimasti fuori da quella partita. Ora, anche per capire se verrà ammessa l’istanza della curatela, non resta che attendere l’udienza tra un mese e mezzo, dopo l’imprevisto procedurale di ieri.

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