Covid scuola: dad al primo contagio? La Regione frena e il Governo ci ripensa

Il ministero ci ripensa, la Regione frena. «Non tutti in Dad al primo positivo» è infatti la raccomandazione che la Regione fa alle Ausl all’indomani della nuova circolare del ministero sul tracciamento dei casi nelle scuole, andato in tilt un po’ in tutta Italia (e l’Emilia-Romagna non fa eccezione) per l’aumento vertiginoso dei casi, in particolare tra i giovanissimi. E anche il Governo, che in un primo momento aveva varato la stretta, fa marcia indietro: «Non ci sarà alcun ritorno in Dad in caso di presenza di un solo alunno contagiato». Lo precisano fonti di governo spiegando che, «alla luce della situazione epidemiologica attuale e dopo i necessari approfondimenti, continuano a valere le precedenti regole sulla quarantena in classe. A breve sarà pubblicata una circolare esplicativa da parte del ministero della Salute». Nel frattempo «la struttura del commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 del generale Figliuolo intensificherà le attività di testing nelle scuole, al fine di potenziare il tracciamento. Garantire la partecipazione in presenza e lo svolgimento delle lezioni a scuola in assoluta sicurezza è una priorità del governo».
Già in mattinata l’assessore regionale alla Sanità Raffaele Donini aveva cambiato direzione rispetto alle prime indicazioni arrivate dal ministero. «Non creiamo un automatismo nell’evidenziare tutta la classe come contatti ristretti, ma cerchiamo dove possibile di non mettere al primo caso positivo tutta la classe in didattica a distanza». Inoltre, detta l’assessore, «dove ci sono vaccinati applichiamo la differenziazione prevista dal protocollo del ministero».
Nella sua relazione in commissione, Donini aveva letto la nuova circolare arrivata l’altra sera dal ministero, con la sospensione del protocollo in vigore fino a ieri per il tracciamento dei casi a scuola. Infatti, con le regole precedenti, «per un corretto tracciamento dei casi l’incidenza deve essere al massimo di 50 casi per 100.000 abitanti». In Regione i numeri sono ora ben diversi, attorno a 400 casi per 100.000 abitanti per quanto riguarda la fascia 6-10 anni. Numeri che hanno messo in forti difficoltà il sistema di tracciamento.
La Regione, sottolinea Donini, «si è spesa in tutte le sedi per accelerare al massimo lo screening scolastico per far sì che non si ricorra in automatico alla Dad. Ma è evidente la complessità del tracciamento dato che l’incidenza è triplicata. Il sistema non ha risorse umane infinite, e registriamo la disillusione di tutti noi sui tamponi rapidi salivari. Ora le autorità sanitarie ci dicono che sono sostanzialmente inaffidabili. Se su 3.000 e rotti test fatti ci sono solo solo tre positivi: è chiaro che ci sono tanti falsi negativi». Per quanto riguarda infine la vaccinazione anti-Covid (ora obbligatoria) per gli insegnanti e il personale scolastico, queste categorie sono considerate con priorità. In pratica se devono fare ancora la prima dose possono vaccinarsi semplicemente “presentandosi”, assicura ancora l’assessore.

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