Covid, Sambri: “Omicron diventerà una normale influenza? Dirlo ora è un azzardo”

Con le tempistiche che lui stesso aveva indicato negli interventi pubblici del recente passato, Omicron da un paio di settimane è la dominatrice (totale ed assoluta) dei contagi da Covid-19 in Romagna.

Il professor Vittorio Sambri, direttore dell’unità di Microbiologia dell’Ausl Romagna e deus ex machina del Laboratorio Unico Ausl di Pievesestina a Cesena, ha già esaminato questa variante a fondo anche nella sua “nuova versione”.

«Omicron è al 100% dei contagi ora ed abbiamo giò esaminato casi anche di Omicron 2 qui in Romagna. Un virus che non si differenza tanto dal primo. Diciamo che l’unica differenza è nella sequenziazione si nota nella proteina Spike. Per semplificare si può dire che Omicron 2 sia un po’ più simile alla variante Delta rispetto ad Omicron».

Gli ultimi dati a disposizione dicono che la sotto-variante Omicron BA.2 è più contagiosa della “sorella” BA.1, ha più capacità di sfuggire alla protezione offerta dai vaccini ma, quando infetta una persona vaccinata, ha poi minore capacità di diffondersi ulteriormente.

«Di certo – spiega Sambri ora la variante Delta che è stata al comando per tanto tempo è sparita del tutto. Ed è difficile poter prevedere se mai tornerà».

Su Omicron dal punto di vista dei malati si stanno diffondendo tante “voci” che Sambri smorza. L’impressione della popolazione a rischio (o già contagiata) è che si tratti di un Covid-19 che ha un tempo d’incubazione più lungo e che difficilmente “se ne vada” subito, o meglio che siano più del passato i casi di malati che, al primo tampone di uscita dall’isolamento, risultino ancora infetti.

«In realtà i dati a nostra disposizione non dicono questo. Omicron pare avere gli stessi giorni di incubazione prima di manifestare i sintomi; ed anche a livello di durata del contagio e della malattia non appare diversa dal passato. Ha però una capacità di contagiare maggiore rispetto a quanto abbiamo visto nelle precedenti fasi della pandemia».

I numeri delle ospedalizzazioni lasciano nel cuore di tutti la speranza che questo virus nella versione Omicron possa pian piano decalare verso una situazione più endemica. Trasformandosi in una “normale influenza” di cui avere meno terrore. «Onestamente – spiega Sambri – ipotizzare ora uno scenario simile mi pare un azzardo. Per essere certi che questa cosa possa davvero accadere bisogna avere molti più studi e più dati che al momento nessuno ha. Non ci si può fidare di “sensazioni”. Sicuramente la quota di vaccinati si sta alzando, così come quella di persone coperta da tutti i cicli di dosi. Questo contribuisce a rendere meno serie le conseguenze per chi si ammala e sui numeri ospedalieri. Stanno aumentando anche le vaccinazioni di giovani e giovanissimi. Altro fattore che rende la malattia meno seria nelle conseguenze e che potrebbe portare, pian piano, ad avere anche meno restrizioni nel mondo della scuola».

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