Covid, salgono i contagi in Romagna: “Attenzione ai bambini”

I sintomi, lievi fortunatamente, sono sempre gli stessi: febbre e malessere. L’avanzata delle varianti in Romagna ha portato la curva dei contagi a risalire di nuovo, colpendo in maniera massiccia anche i bambini con una ricaduta sui ricoveri, anche se in via del tutto precauzionale. «Effettivamente ne vediamo di più, 1 o 2 casi quasi giornalmente – conferma Enrico Valletta, primario di pediatria dell’ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì -. Tendiamo a ricoverare un paio di giorni i bambini, per lo più sotto l’anno di età, per lo più in via prudenziale e comunque mai più di 48 ore».

Il virus tra i più piccoli

La nuova ondata di contagi colpisce e si diffonde più rapidamente. «Posto che le distanze sono saltate, così come sono rimasti in pochi coloro che continuano ad indossare le mascherine nei luoghi affollati, il virus sta circolando liberamente tra i bambini così come tra i grandi – sottolinea il direttore dell’unità pediatrica -. I più piccoli si infettano come noi, se non di più, ma se la cavano con sintomi leggeri. Quelli che vediamo noi sono bambini piccoli, non vaccinati, che presentano febbre, malessere e magari mangiano meno del solito e per questo tendiamo, in via precauzionale, a tenerli sotto osservazione». In questi anni segnati dalla pandemia si sono susseguite diverse regole per ciò che riguarda l’isolamento e la quarantena. Va ricordato, però, che dal 1° aprile non è stato prorogato il regime di quarantena precauzionale. Chi entra in contatto stretto con un positivo al Covid, anche se non è vaccinato, non deve più osservare la quarantena. Resta infatti in autoisolamento solo chi ha contratto il virus (fino a tampone negativo da eseguire dopo almeno sette giorni, o dieci per i non vaccinati), mentre per i contatti stretti vale il regime dell’auto sorveglianza per 10 giorni: si può uscire e andare al lavoro ma indossando la mascherina Ffp2 ricorrendo al tampone solo in caso di sintomi o procedendo con il test rapido. Resta, però, il fatto che con l’arrivo della bella stagione qualche adulto prova comunque a fare il “furbetto”. Non solo, durante l’anno scolastico almeno una volta le famiglie si son trovate a fare i conti con le restrizioni previste se nella classe del figlio veniva riscontrato un compagno positivo. Alla luce di tutto ciò ha ancora senso prevedere l’isolamento per i bambini? «Considerato che buona parte della popolazione adulta è vaccinata e che il virus sta circolando liberamente, fermo restando che bisogna continuare a proteggere gli individui a rischio per cui la prudenza è importante, le misure di isolamento credo non produrrebbero l’effetto desiderato – conclude Valletta -. In questo momento pretenderlo è fuori dalla realtà, c’è un elevatissimo rischio che questo provvedimento non venga rispettato».

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