Covid Romagna, l’appello dell’Ausl: “Non ritardate la terza dose”

MARTINA CAMPIDELLI

L’introduzione del super green pass, a partire dal 6 dicembre, ha avuto come conseguenza il cambiamento nell’andamento delle vaccinazioni. Ci aiuta a ricostruire il punto sulla campagna vaccinale e sulla situazione attuale la dottoressa Raffaella Angelini, direttrice del dipartimento di Sanità pubblica dell’Ausl Romagna.

La direttrice del dipartimento di sanità pubblica dell’Ausl Romagna Raffaella Angelini


Come si presenta, al momento attuale, il quadro epidemiologico in Romagna?


«Per fornire un quadro epidemiologico più chiaro della situazione Covid in regione è bene fare riferimento al periodo di tempo che copre l’arco settimanale e non circoscrivere il tracciamento alla singola giornata. Per questo, abbiamo a disposizione i dati della settimana dal 29 novembre al 5 dicembre in cui si può notare un incremento del tasso di positività (al 7,4%) con la presenza di 3.899 positivi su un totale di 52.796 tamponi effettuati. I ricoverati sono 208, di cui 26 in terapia intensiva».


Si sta, quindi, registrando un notevole aumento dei casi. In Romagna ci sono più di 500 casi al giorno.


«Sì, purtroppo la Romagna è l’area con l’incidenza più alta dei contagi in tutta la Regione. Questa incidenza è trainata dai giovanissimi delle scuole elementari, medie e superiori tra i quali il virus corre più velocemente e, di conseguenza, anche la possibilità di contagiare e contagiarsi».

Si può considerare l’incidenza attuale dei casi uguale a quella di dicembre 2020?


«La situazione al momento non differisce particolarmente da quella di un anno fa, in quanto i numeri sono molto simili. Tuttavia, ciò che è cambiato è il tasso di ospedalizzazione: rispetto al 2020, il numero di persone ricoverate in ospedale e terapia intensiva è notevolmente più basso. Il quadro del tasso di ospedalizzazione è pressoché uguale in tutta la regione, la Romagna si mantiene su un numero leggermente inferiore a quello di Bologna per quanto riguarda i ricoveri».


Si sta assistendo ad un notevole incremento delle vaccinazioni in regione. Quanti sono gli attualmente vaccinati? La diminuzione del tasso di ospedalizzazione si è ridotto in seguito al maggior numero di persone vaccinate?


«Ci tengo a sottolineare il fatto che se i ricoveri per Covid sono diminuiti è dovuto solo ed esclusivamente all’aumento delle vaccinazioni. Il Covid non ha perso carica virale, ma con il vaccino si riduce drasticamente la possibilità di finire in ospedale. Al momento, i vaccinati totali in regione sono 7.705.720: tra questi, 3.651.616 sono coperti da almeno una dose e 3.575.220 hanno completato il ciclo vaccinale».


Ci sono stati cambiamenti sull’andamento delle vaccinazioni in seguito all’introduzione del super green pass?


«Abbiamo registrato un importante incremento delle prenotazioni per le prime dosi in previsione dell’applicazione del green pass rafforzato. Complice è stato anche l’arrivo della nuova variante Omicron che ha cominciato a destare preoccupazione tra la popolazione. Probabilmente il voler evitare l’incombere delle restrizioni governative è ciò che ha spinto maggiormente i non ancora vaccinati a prenotare la prima dose e, indipendentemente dalla ragione personale sottostante, siamo contenti di aver visto questo miglioramento.
Inoltre, effettuare la vaccinazione della prima dose è oggi più semplice che in passato in quanto le tempistiche si sono notevolmente ridotte e questo vale anche per la terza dose. Abbiamo garantito un libero accesso alla vaccinazione senza prenotazione a tutti gli operatori sanitari e insegnanti che ancora non sono vaccinati e intendono farlo (o hanno il green pass in scadenza per quanto riguarda la terza dose)».


Sono stati rilevati casi di Omicron in Romagna?


«Per ora abbiamo solo dati di stime, non numeri. Non è stata ancora trovata la variante in zona e si continuano a registrare solo casi di variante Delta, quella più estremamente contagiosa. Tuttavia stiamo effettuando un prospetto dei contagi di quest’ultima settimana e avremo un chiaro più definito sulla situazione Omicron nei prossimi giorni».


Oltre alla corsa alle prime dosi, la prenotazione alla terza dose si sta facendo più cospicua, seppur ci sia qualche incertezza tra gli over 60 nell’effettuare la dose booster.


«E’ sperimentato che l’efficacia del vaccino tende a diminuire a distanza di 5 mesi dalla seconda dose e, per questo, è necessario intervenire con la dose booster e completare il ciclo vaccinale. Al momento non abbiamo ancora dati precisi sull’andamento della prenotazione delle terze dosi, tuttavia si stanno registrando dei ritardatari. Ci tengo a ricordare a tutta la popolazione che la terza dose non ha alcuna interferenza con altri tipi di vaccino, quali quello influenzale. Anzi, in diversi casi i due vaccini vengono somministrati insieme in quanto sono totalmente distinti. Inoltre, è scientificamente provata l’alta efficace della terza dose contro la nuova variante».


Da una parte le vaccinazioni aumentano, ma d’altra parte diminuisce la meticolosità del sistema di tracciamenti nelle scuole, luoghi di lavoro e spazi pubblici. Cosa è cambiato rispetto a mesi fa?


«E’ diventato più difficile effettuare un tracciamento serrato dei casi in quanto tutta la popolazione italiana non è più chiusa in casa in lockdown come un anno fa. Ora chiunque ha ripreso a vivere liberamente, ad uscire, ad incontrarsi con amici e ad avere scambi di contatti continui ed è imprevedibile controllare gli spostamenti di ognuno. Ogni persona ha innumerevoli contatti e ciascuno di questo diventa un potenziale rischio di contagio, diventa dunque difficile tracciare ogni movimento. Un punto a favore della Romagna, però, rimane nel suo ottimo processo di tracciamento che ancora oggi viene portato avanti e si può considerare ancora ottimale il controllo dei casi in zona».


Un altro problema che si sta riscontrando sono le file per i tamponi.


«Man mano che l’epidemia avanza e più aumentano i casi, più c’è necessità di effettuare tamponi e, purtroppo, le file diventano inevitabili. L’Ausl Romagna sta aumentando la possibilità di fare tamponi aggiungendo nuovi hub: abbiamo aperto un nuovo punto a San Giovanni in Marignano, uno in Fiera a Cesena e nel territorio di Ravenna è possibile eseguire tamponi anche durante le ore serali. Tutti devono essere consapevoli che siamo in una fase molto delicata e i numerosi casi al giorno comportano un aumento dei tamponi richiesti».


Perchè anche i vaccinati possono contagiarsi?


«Il vaccino anti-covid è stato messo a punto per proteggere la persona dal rischio di contrarre la malattia in forma grave e, in sé, non protegge al 100% dall’infezione. E’ importante che i vaccinati continuino a mantenere tutte le misure precauzionali che già conosciamo per non contagiare e contagiarsi. Tuttavia, seppur i vaccinati possano ancora contagiarsi, nella maggior parte dei casi questo avviene in forma lieve ed è medicalmente provato che il vaccino aiuta a non contrarre la forma grave del Covid con la conseguenza dell’ospedalizzazione. La dose booster è altamente consigliata per essere ancora più protetti e poter vivere serenamente in un momento di criticità come questo».


Cosa ne pensa del green pass rafforzato e di una possibile introduzione dell’obbligo vaccinale?


«Sono dell’idea che le misure governative messe in atto al momento attuale siano efficaci e che, seppur con un nome diverso, hanno molte similitudini all’obbligo vaccinale. Più che concentrarsi sulla questione “obbligo o non obbligo”, è più importante incentrare l’obiettivo sull’aumento cospicuo della vaccinazione e si è visto che stabilire delle restrizioni ai non vaccinati è la strada più efficace da percorrere. Dobbiamo vaccinarci per noi stessi e per gli altri, per tornare a vivere in normalità e debellare una volta per tutte questo virus».

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