Covid, gli ospedali di Riccione e Cattolica resistono alla nuova ondata

Terapie intensive verso la saturazione, riconversione di altri reparti e rinvio di interventi già programmati a scapito della cura di altre patologie. La seconda ondata di Covid-19 si abbatte sugli ospedali.

E così interventi e prestazioni specialistiche slittano ai prossimi mesi, mentre interi reparti vengono riconvertiti per assistere i malati (in crescita) nelle terapie intensive e nei reparti ordinari. La situazione rimane tuttavia sotto controllo al “Ceccarini” di Riccione e al “Cervesi di Cattolica” dove le criticità sono contenute.

A confermarlo è il direttore sanitario del Presidio ospedaliero di Riccione e di Cattolica, Bianca Caruso che, nonostante le difficoltà, mostra la fotografia di due realtà sanitarie non in sofferenza.

I reparti

«La situazione, compatibilmente con l’epidemia, è sotto controllo – conferma –. Le normali attività dei reparti stanno procedendo. Nel reparto chirurgico, gli interventi stanno andando avanti con l’attività programmata. A Cattolica è stata sospesa solo un’attività al giorno. Si tratta comunque di una rimodulazione molto ridotta».

Il pronto soccorso

Nonostante l’attività ordinaria proceda, la carenza di personale nel pronto soccorso crea problemi. «Andiamo continuamente avanti con il reclutamento di nuovo personale, istituendo concorsi per infermieri e medici d’urgenza. Un’attività che continua con la direzione». L’attività del pronto soccorso tuttavia non si ferma, come spiega Caruso: gli interventi, dai codici rossi ai bianchi, vanno avanti a prescindere dal Covid.

Il nuovo reparto

«Siamo in attesa del nuovo reparto che avrà dieci posti letto e quattro posti letto di semi – intensiva, grazie ai finanziamenti a sostegno delle strutture ospedaliere per il Covid. Si tratta di un setting assistenziale più richiesto in questa pandemia». Sono stati avviati infatti i lavori, che tra due mesi verranno completati per la ristrutturazione della Medicina di urgenza del Ceccarini. In itinere anche gli interventi sull’ex blocco operatorio e sulla facciata esterna dell’ospedale.

La situazione nei reparti

Per quanto riguarda i reparti «abbiamo 10 posti letto in medicina d’urgenza per casi Covid di bassa e media intensità, a cui si vanno ad aggiungere 18 posti che abbiamo convertito in una sezione di medicina interna del reparto donne». Il direttore sanitario spiega che questa scelta è stata presa anche per sostenere la realtà del presidio ospedaliero di Rimini, da cui convergono i pazienti che il nosocomio del capoluogo non riesce a sostenere.

Nessun rinvio di prestazioni viene segnalato, persino quelli di cataratta sono stati eseguiti nella norma. Se c’è stato qualche rinvio, è stato solo per urgenza e priorità e non vincolato ad un’emergenza Covid, come spiega la direttrice che ci tiene a spiegare che questa ondata, la variante Omicron, «interessa le vie aeree alte e non basse ed è evidentemente più leggera. Chiaramente la nuova ondata ha aumentato gli accessi negli ospedali, ma per ora nelle nostre strutture non ci sono stati problemi. Ci auguriamo, e le premesse sono buone, che la curva scenda in fretta».

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