Covid. La Regione Emilia-Romagna sospende lo screening al personale sanitario. Protesta Cgil

BOLOGNA. L’Emilia-Romagna sospende lo screening Covid al personale sanitario: d’ora in poi i tamponi verranno effettuati a medici, infermieri e personale della sanità solo in caso di sintomi e non più a tutti ogni 15 giorni. Con una lettera inviata alle aziende sanitarie, ai direttori di distretto e all’Aiop, la Regione ha anche disposto l’utilizzo della mascherina chirurgica e non la Ffp2 “nei laboratori analisi, nelle camere mortuarie, nei servizi di pulizie negli uffici amministrativi, anche aperti al pubblico, nei servizi di sterilizzazione, di mensa, di cucina e di manutenzione”. La denuncia viene dalla Fp-Cgil, che parla di una “decisione non condivisa né comunicata ai sindacati, nonostante incroci in maniera pesante la questione della sicurezza sul lavoro”. La lettera, fa sapere il sindacato, descrive infatti “come acuta la fase attuale pandemica, con un rapido incremento dell’incidenza dei casi positivi, che ha ormai raggiunto a livello regionale i 1.582 per 100.000 abitanti, con tassi di occupazione dei posti letto ordinari pari al 20,5% e di terapia intensiva pari al 15,7%”. Quindi “riteniamo queste scelte profondamente sbagliate e incoerenti rispetto al quadro attuale. Il Covid colpisce duro, la situazione dei posti letto peggiora e anziché utilizzare la prevenzione attraverso lo screening la si abolisce, dando inoltre indicazione di utilizzare la mascherina chirurgica a un operatore del Cup in prima linea con le sale di attesa piene, quando è obbligatoria la Ffp2 per andare al cinema”.

“Pensiamo sia fondamentale denunciare queste scelte- afferma ancora la Fp-Cgil regionale- perché il personale sanitario e socio sanitario va tutelato con tutte le forze del caso e ci delude che la nostra Regione proponga una direttiva del genere, addirittura facendosi portavoce a livello nazionale e impegnandosi a suggerire queste modifiche proposte negli opportuni tavoli istituzionali”. Conclude il sindacato: “la retorica degli eroi, che peraltro abbiamo sempre rigettato, si dimostra tale e alle parole di impegno, garanzia e valorizzazione verso gli operatori della sanità, la politica ha spesso dimostrato di andare nella direzione opposta nei fatti. Faremo sentire la nostra voce e chiederemo di rivalutare questa scelta e ripristinare lo screening a tutela della salute e della sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità”.

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