Covid, morto un paziente nel focolaio in casa di cura a Cesena

Covid, c’è una nuova vittima. Si tratta di un uomo cesenate compreso tra i casi del focolaio della casa di cura San Lorenzino. È morto ieri mattina e le esequie saranno celebrate già questo pomeriggio. Era ricoverato in casa di cura già da un po’ di tempo e per altre questioni cliniche quando, come una decina di altri pazienti della San Lorenzino, è risultato positivo ai tamponi di controllo, fatti dopo che era emerso un primo caso di infezione. Così, come riportato nei giorni scorsi dal Corriere, la struttura sanitaria ha messo in atto i protocolli necessari creando al proprio interno una sorta di reparto Covid: in cui tutti i pazienti contagiati vengono tenuti isolati dal resto della struttura (e dall’esterno) proprio come se fossero nelle corsie Covid dell’ospedale Maurizio Bufalini di Cesena.

Il contagio in questi giorni sta spuntando, per altro atteso, anche all’interno delle scuole. Si manifesta in maniera diversa e diventa più blando man mano che l’età degli studenti sale, di pari passo col tasso di vaccinazione che aumenta e che fino ad una certa età (under 12) non è invece contemplato.

Alle scuole medie di S. Egidio è stata posta in didattica a distanza anche una classe terza dopo che già c’era finita una seconda. Il motivo è sempre legato al professore che si è contagiato e che ha svolto lezioni sia da una parte che dall’altra.

A Borello, in seconda media, la positività di un alunno ha costretto al tampone tutti i suoi compagni di classe di una Seconda. Sono risultati tutti negativi e quindi per loro la prospettiva è di tornare presto in classe.

Per la a prima volta ieri in questo ano scolastico il contagio è arrivato anche alle Superiori, dove i vaccinati sono di più ed il virus circola meno. Una 4ª del liceo Classico Vincenzo Monti ha registrato una infezione di uno Studente. Ora i compagni dovranno restare in quarantena fiduciaria e non potranno andare a scuola, Da questa mattina verranno tutti sottoposti a tampone. In questi casi il protocollo prevede che, in caso di negatività collettiva, debbano comunque svolgere didattica distanza per sette giorni almeno.

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