Covid, la Pneumologia di Rimini: “Ora basta fake news”

La pandemia dovuta al nuovo coronavirus ha portato nelle nostre vite in poco più di due anni una quantità incredibile di informazioni scientifiche. Purtroppo, però,  valore della scienza e della cultura sono in calo. Quotidianamente ascoltiamo interpretazioni stravaganti della realtà osservabile e sciocchezze scientifiche. Le pseudo-verità circolano liberamente perché separate dalle fonti, e hanno la stessa dignità, anzi spesso superiore, dei risultati della ricerca scientifica. La rete, i «social», non discriminano, diffondono tutto, livellano tutto e le conseguenze sono serie anche sulla salute delle persone.

Per questo la Pneumologia di Rimini, diretta dal dottor Luigi Lazzari Agli, ha pensato, in questi giorni, di aderire al  messaggio “Stand Up for Science”, che coniuga il sostegno alla ricerca scientifica con la comunicazione responsabile, facendo indossare delle t-shirt ai medici del reparto, per lanciare un messaggio chiaro di sostegno alla scienza. “Abbiamo raccolto – spiega il dottor Lazzari Agli –  l’invito  che il presidente Sergio Mattarella ha inviato in occasione de “I Giorni della Ricerca”, iniziativa promossa dall’Airc il 19 novembre 2021: “Divulgare, far conoscere, sono leve per sollecitare la partecipazione”, utilizzando anche i nuovi strumenti dove ci sono “nuclei che propagano l’antiscienza: è una sfida nei luoghi della modernità, occorre affrontarla e vincerla”. Per questo abbiamo pensato ad una piccola manifestazione di intenti non convenzionale, facendo indossare ai nostri sanitari, nei reparti, delle t-shirt con la scritta “Stand up for science”.

“Durante la pandemia – prosegue –  è risultato evidente che diverse figure del mondo sanitario hanno adottato e suggerito condotte non corrette dal punto di vista scientifico proponendo cure e strumenti di salvezza miracolosi al di fuori dei trattamenti testati, deve essere chiaro che non è la nostra linea di comportamento. Noi siamo per i vaccini”.

“Quotidianamente – conclude –  riceviamo da parte dei pazienti richieste di terapie e cure non sostenute da evidenze scientifiche. Riteniamo che sia nostro dovere di sanitari correggere, suggerire i giusti comportamenti e informare le persone che si rivolgono a noi, che dobbiamo essere guidati dal metodo scientifico e non possiamo abbracciare nessuna “bufala pseudoscientifica”.”

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