Covid Italia, l’indagine del Cts: “Il disagio giovanile aumentato di oltre il 50%”

“Abbiamo potuto osservare le risposte in senso di disagio psicologico, e talvolta di vere e proprie psico patologie, di giovani in tutto il mondo, da Oriente a Occidente, da Nord a Sud. Anche in questo caso le risposte sono uniformi. Abbiamo avuto un’esplosione di alcune forme di disturbo psicologico in modo veramente esponenziale. Basti pensare che le crisi di uscita in delirio episodico giovanile si sono incrementate di oltre il 50%, quindi giovani che ad un certo punto entrano in uno stato alterato di coscienza, proprio come risposta a uno stress emozionale che non riescono a gestire”.

Lo ha reso noto il fondatore del Cts – Centro di psicoterapia breve e strategica, Giorgio Nardone, in occasione di ‘(In)Adatti: Covid e adolescenti’, evento organizzato da Scholas Occurrentes in collaborazione con ‘Osservatorio TuttiMedia’ per fare luce sugli effetti della pandemia da coronavirus sulla salute psico emotiva dei giovani adolescenti italiani a due anni dal lockdown. Nardone ha poi parlato di “incremento esponenziale. Si parla di 20 volte tanto rispetto a prima, dei disordini alimentari, in particolare l’anoressia giovanile, anche questa una risposta di fuga nei confronti di un disagio e nei confronti anche di una situazione di restrizione del contatto sociale”. Lo psicologo e psicoterapeuta ha inoltre sottolineato la presenza di “un incremento delle dipendenze dai supporti tecnologici. Quindi una dipendenza da giochi in internet e rifugi in forme di piacere trasgressivo come il cyber sex. Così come si è verificato un incremento sostanziale dei disturbi ipocondriaci e ossessivo compulsivi proprio come modalità per cercare di gestire qualcosa di cui i giovani sentivano di non avere assolutamente il controllo”.

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