Covid Imola, nuova impennata dopo 5 settimane

Dopo cinque settimane consecutive in discesa, il virus ha ricominciato a battere duro nonostante il caldo e il report settimanale dell’Ausl segna una marcata ripresa dell’incidenza settimanale (328,9 nuovi casi per 100.000 abitanti; +37,4%) e della media casi al giorno (62,8; +17,1). Solo ieri sono stati 79 i casi registrati su 336 test eseguiti. La percentuale media di positività dei test è a quota 23,1% (+4,9%) e i contagi più frequenti sono negli adulti/anziani. Il carico sanitario sostanzialmente è stabile: i ricoveri ordinari per/con CoviD sono 7 (-2), in terapia intensiva restano in 2. L’età mediana dei ricoveri è 74 anni.

La nuova variante

«Questa risalita conferma con buona probabilità, anche nel nostro territorio, la diffusione dell’ultima variante di Omicron, la BA.5, molto più contagiosa ma per il momento non più grave delle sue sorelle precedenti –spiega la direzione sanitaria dell’Ausl –. Ha cominciato il Sudafrica, poi è stata la volta degli Stati Uniti e ora dell’Europa, Italia compresa, dove sta crescendo l’incidenza. Ilboom di infezioni si sta verificando soprattutto in Portogallo, dovesono in crescita anche ricoveri e mortalità; in Francia negli ultimi sette giorni i casi sono aumentati del 31%, in Germania del 13%, in Finlandia del 19% e inAustria del 26%. I primi studi pubblicati ci dicono che BA.5 sarebbe in grado di eludere con più successo l’immunità acquisita sia da infezioni precedenti anche recenti sia dalle tre dosi di vaccino; per questo la risalita dei casi e la possibilità di nuovo picco è un fenomeno tutt’altro che inatteso». «Queste caratteristiche avevano già indotto lo scorso 13 maggio l’ECDC a classificare BA.5 come “variante di preoccupazione”, pur senza attribuirle una maggior patogenicità –sottolinea il direttore Andrea Rossi –. Anche l’Oms scrive nel suo ultimo report che “non è stato osservato alcun aumento della gravità associato a BA.5”.

Non esistono per ora dati relativi alla protezione dei vaccini nei confronti di BA.5. Tuttavia sappiamo che dopo sei mesi, il vaccino basato sul ceppo Wuhan protegge ancora circa metà delle persone dall’infezione da Omicron; cosa importante, la stragrande maggioranza,circa l’85-90%, è protetta dalla malattia severa. È pertanto un’ottima idea quella di restare vaccinati, praticando i richiami quando indicato».

Vaccinazioni

Le chiamate dirette hanno dato intanto buoni risultati e sono 905 (+119) le vaccinazioni eseguite in settimana, di cui 582 IV dosi. Oggi sul territorio la copertura sulla popolazione target: 88,5% per le prime dosi, 86,5% per le seconde dosi e al 74,8% per le terze dosi, per cui mancano all’appello ancora in 2.500. Mentre per le quarte dosi l’ adesione è oggi al 37,9% del totale della popolazione vaccinabile.

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