Covid Imola, l’Ausl insiste sulla quarta dose

Brusca frenata dell’incidenza settimanale dei contagi da Covid (274,3 nuovi casi su 100.000 residenti; -56,4%) e della media casi al giorno (52,4; -24), ieri sono stati 41. La trasmissibilità resta sempre sotto la soglia epidemica ed è calata anche la percentuale di test positivi: 15% (-2,5%) con una prevalenza dei contagi nelle classi di età adulta ed avanzata. Come prima conseguenza c’è che anche il carico sanitario è in ulteriore riduzione: i ricoveri ordinari in reparto Covid sono 7 mentre passano da 1 a 2 quelli in terapia intensiva l’età media, appunto, è elevata: 81 anni, calano invece i casi attivi nelle Rsa che sono comunque a quota 91, -36 rispetto a una settimana fa.

Vaccini

Negli ultimi sette giorni sono state 966 (-82) le vaccinazioni eseguite: 56 prime dosi, 59 seconde dosi, 195 terze dosi e 656 quarte dosi. Proprio su queste ultime punta la direzione sanitaria dell’Ausl, implementando la chiamata attiva di chi rientra nelle fasce vaccinabili, anche se fin qui solo il 30% ha risposto alla chiamata. Allo stato attuale la copertura della popolazione target è pari all’ 88,5% per le prime dosi, 86,5% per le seconde dosi e al 74,7% per le terze dosi. Per le terze dosi sono stati completati 89.499 cicli, con ulteriori 180 utenti prenotati, ma continuano a mancarne all’appello circa 2.600 e si tratta per lo più di over 50. Per la fascia di età 5/11 anni, sono appena 2.664 le prime dosi eseguite (copertura 32,1%); 2.102 cicli completi (copertura 25,4%).

Campagna quarta dose

La progressione della campagna sulle quarte dosi in particolare procede molto lentamente e questo sembra creare qualche preoccupazione nella direzione sanitaria stessa. Ad oggi sono state fatte 4.250 somministrazioni, 482 prenotazioni su un target di circa 14.000 assistiti. Se per gli over 80 e negli ultra-fragili 60-79 ospiti delle residenze e in assistenza domiciliare l’obiettivo è quello di coprirli tutti entro maggio, entro maggio, la questione si complica per gli altri. Per questo è in atto un’intensificazione delle azioni di chiamata attiva per utenti ancora non prenotati per la quarta dose (telefonate, sms, azione di recall da parte del medico di medicina generale, lettera aperta di sensibilizzazione per gli assistiti). «Nelle prime due giornate di sperimentazione, a seguito dell’invio di 500 sms contenenti l’invito a presentarsi al Centro vaccinale per eseguire la quarta dose, ha aderito circa il 30% degli invitati – spiega l’Ausl stessa –. Questa modalità sarà ulteriormente estesa. I vaccini anticovid hanno contribuito a salvare migliaia di vite. Secondo l’ultimo Report ISS, solo nel nostro Paese, hanno evitato 108.000 decessi tra le persone con più di 80 anni, 28.500 decessi tra i 70 ed i 79 anni e 10.000 decessi tra i 60 ed i 69 anni. Ad oggi la stragrande maggioranza dei decessi si concentra fra i non vaccinati: 330 decessi per 100.000, mentre fra i vaccinati con tre dosi il valore è molto più basso: 38 decessi per 100.000».

«Due studi importanti pubblicati dopo rigorosa revisione su riviste prestigiose, Nature e New England Journal of Medicin –prosegue il direttore generale Andrea Rossi –, hanno dimostrato che la quarta dose nei soggetti anziani e fragili riduce il rischio di ospedalizzazione fra il 64 ed il 72%, ed il rischio di morte fra il 76 ed il 78%. Le evidenze epidemiologiche disponibili dimostrano il chiaro beneficio della quarta dose per le persone con almeno 80 anni di età, per gli ospiti delle strutture residenziali per anziani non autosufficienti e per chi è portatore di una grave malattia cronica con un’età compresa fra i 60 ed i 79 anni».

Eppure ad oggi, nella nostra Ausl, solo un terzo degli aventi diritto ha optato per la quarta dose. «La strategia attendista sulle quarte dosi, con i vaccini aggiornati in autunno, alimentata da discutibili consigli pseudoscientifici, è molto rischiosa –aggiunge Rossi – soprattutto per i più fragili e costringe i servizi sanitari a mantenere in essere impegnative azioni di contrasto. Il virus non è ancora andato in vacanza, il vaccino è lo strumento più efficace per evitare forme gravi e ricoveri in ospedale quando ci si ammala. La quarta dose protegge l’estate, alle persone di 80 anni e più, agli ospiti delle strutture residenziali per anziani non autosufficienti, e alle persone di 60 anni e più con elevata fragilità motivata da patologie concomitanti o preesistenti».

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