Covid Imola, “il virus rallenta, ma attenti ai più piccoli”

La curva dei decessi sarà l’ultima ad abbassarsi, dice il direttore dell’Ausl di Imola nella settimanale disamina dei dati della pandemia. Ieri infatti altre due persone anziane sono morte e finite nel drammatico conteggio, sono un 84enne di Castel San Pietro e una donna di 82 anni di Dozza. «Nell’ultima settimana i decessi erano stati 10, 40 complessivamente in questa quarta ondata, ma senza vaccino, in base alle statistiche, sarebbero stati dieci volte tanto». Detto ciò, anche se il virus non accenna per ora a scomparire, dopo un passaggio d’anno critico con dati di contagio più elevati che mai, ora la situazione sembra lentamente quietarsi.

Spiraglio di luce

«Si intravede, fra i dati dell’ultima settimana, un qualche spiraglio di luce –ha detto Andrea Rossi ieri in commissione sanità – una regressione consistente dell’incidenza di infezione, che la scorsa settimana aveva già cominciato a rallentare. Se due settimane fa avevamo 650 casi di media giornaliera, siamo passati a 470 la scorsa settimana e anche la trasmissibilità è più contenuta, sotto la soglia dell’1 dell’indice Rt. Resta comunque una situazione epidemica acuta perché i contagi continuano ad essere diffusi e le fasce più colpite sono quelle fra i 10 e 14 anni e fra 40 e 45. Di conseguenza anche la pressione ospedaliera è in calo e sul territorio ci sono anche un migliaio in meno di casi attivi in meno».

I più piccoli e il virus

Ancora una volta l’attenzione si concentra sui più piccoli. La fascia tuttora meno immunizzate anche se le statistiche di vaccinazione parlano di un risultato per Imola che è fra i migliori in regione. «Per la fascia dei ragazzi 5/11 anni siamo oggi al 27% di copertura vaccinale, 2360 bambini, che sale al 30% se consideriamo le prenotazioni – ha spiegato il direttore Andrea Rossi –. Potrebbe sembrare un dato scarso ma allo stato attuale in questa stessa classe di età abbiamo 2200 bambini in quarantena e 700 casi attivi, più altrettanti che si sono ammalati in questi quattro mesi. Tutti non vaccinabili ora. Questo spiega anche la ridotta partecipazione all’ultimo open day, senza contare che l’ esitazione vaccinale dei genitori rispetto a figli di questa età è normale comunque c’è. Quindi con il 27% siamo a una buona media, rispetto a quella regionale che si ferma al 22% con maglia nera la Romagna ferma al 14%. Abbiamo fatto un incontro in Regione proprio in questi giorni dove hanno chiesto a Imola e Modena come si sia raggiunto questo risultato. Credo che la strategia migliore sia stata quella di coinvolgere i pediatri di libera scelta, cosa che rinforzeremo con altre attività per programmare ancora un azione di sensibilizzazione delle famiglie sui diversi territori».

Casi gravi fra i bambini

Non sono infatti mancati casi gravi anche fra i bambini: «Ai pediatri abbiamo dato gli elenchi dei bambini con patologie croniche che rischiano di pagare le conseguenze più serie del Covid e sono circa 300 – spiega ancora Rossi –. Abbiamo infatti avuto alcuni casi di sindrome di Kawasaki, una vasculite che colpisce i vasi sanguigni e si manifesta con febbre elevata e persistente. Un caso di compromissione multi organo e anche un caso di rabdomiolisi, che coinvolge la lesione del tessuto muscolare scheletrico, e che ha reso necessario il ricovero in terapia intensiva». La prossima mossa sarà coinvolgere i sindaci: «Stiamo preparando un testo per una lettera da mandare alle famiglie invitandole a prendere contatto con pediatri o professionisti invitandoli a non isolarsi e a fare squadra sulla base di valori comuni. Ci crediamo», conclude Rossi.

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