Covid Forlì, “signora venga a prendere suo figlio a scuola: un compagno è risultato positivo”

«Signora, è pregata di venire a prendere suo figlio a scuola, un compagno è risultato positivo». Parole che ieri mattina i genitori di una classe del liceo classico Morgagni di Forlì non hanno appreso con grande entusiasmo.

«Abbiamo dovuto abbandonare il lavoro a metà mattina per andare a prendere i nostri figli. Visto che si sapeva che si attendevano i risultati del tampone di verifica, non potevano fare stare a casa tutti fino all’arrivo degli esiti?». È lo sfogo che alcuni genitori, piuttosto indispettiti, rivolgono al Corriere Romagna. Contestazioni a cui, però, il preside Marco Lega replica chiarendo che si tratta di nient’altro che il protocollo. «La normativa – spiega il dirigente scolastico – prevede esattamente questo: in attesa del tampone di verifica, i ragazzi devono obbligatoriamente andare a scuola. Se sono vaccinati, io non posso assolutamente fare attivare la didattica a distanza». E così è stato, poi è emersa la positività «e non c’era altra strada che farli venire a prendere».
Quello che è successo ieri mattina al liceo classico di Forlì è un “caso scuola”. «Può succedere ovunque – sottolinea il preside – per quanto io comprenda l’irritazione dei genitori, queste sono le regole e dobbiamo farcele piacere».

A suscitare il nervosismo dei babbi e delle mamme degli alunni del liceo Morgagni è stata infatti la comunicazione ricevuta ieri a metà mattina di dover recuperare i figli essendo stati a contatto con un compagno risultato positivo al tampone di verifica a cui era stata sottoposta tutta la classe. «C’era stato un caso – spiega il dirigente Lega – allora sono stati tutti messi in dad in attesa del cosiddetto “t0”, il tampone zero. Essendo risultati negativi, come da regolamento, i vaccinati sono ritornati in classe in attesa del “t5”, il tampone da fare cinque giorni dopo, quello che ha rivelato la positività». E proprio sul fatto di essere vaccinati o non vaccinati si apre un altro sipario. «La scuola non ha il diritto di sapere quali alunni sono vaccinati e quali no, solo Asul lo sa» precisa il preside, illustrando un meccanismo la cui “ipocrisia” sta tutta nel fatto che gli alunni non vaccinati si palesano collegandosi alla lezione in didattica a distanza. «Per loro, in attesa del “t5” scatta addirittura la quarantena, e di conseguenza la dad». E adesso, mentre si aspettano i risultati di un nuovo tampone, «un altro t0», chiarisce Lega, si riparte appunto da zero. I vaccinati tornano subito in classe se risultano negativi seppur in attesa del “t5”, i non vaccinati restano in quarantena.

Commenti

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui