Covid, escalation a San Marino. oltre 1.000 casi in sette giorni

Sulla spinta della variante Omicron, il Titano supera i 9.500 casi da inizio pandemia. Ecco la chiave per interpretare il Decreto verso cui si sta muovendo il Governo, alle prese con delicate manovre, per trovare un compromesso tra contenimento dei contagi e tutela della propria economia.

Una settimana che cancella la relativa spensieratezza per le feste appena trascorse quella che, analizzata dai dati dell’Iss, va dal 3 al 9 gennaio.

Il numero totale di persone contagiate finora raggiunge infatti quota 9.518 di cui: 1.495 positivi attivi con età media 38 anni, 103 decessi e 7.920 guarigioni.

Intanto risultano 13 le persone ricoverate all’Ospedale di Cailungo, con un lieve calo nell’Intensiva dove i pazienti passano da 5 a 4, mentre salgono a 1.482 i cittadini seguiti dal Team Covid territoriale a domicilio. Ben 189 le persone finite nel chiaroscuro della quarantena. A contrarre infine per la seconda volta il virus 211 sammarinesi, in particolare nei giorni a ridosso del Natale, dopo essere già usciti dalla morsa del Covid durante la prima o seconda ondata. Di questi, 60 risultano già guariti, mentre 151 ancora dentro l’incubo.

Schizza verso l’alto anche il numero dei tamponi: solo nell’ultima settimana ne sono stati processati 3.957, a fronte di 1.022 nuovi casi con tasso di contagiosità su base settimanale al 28,83%, 627 le guarigioni.

E nel sudoku di numeri che frastornano, senza trovare incasellamento definitivo, non conforta sapere che, dati alla mano, nello stesso periodo del 2021, dal 4 al 10 gennaio, a fronte di 181 nuovi casi rilevati, vale a dire circa 8 volte meno di adesso, i ricoverati erano 23 (di cui 10 in Intensiva). Perciò intensificare la campagna vaccinale resta l’obiettivo prioritario per attivare l’auspicata inversione di rotta.

E mentre si attende l’annunciato giro di vite, il totale delle somministrazioni registrate è di 60.914, di cui 23.576 persone vaccinate con la prima dose e 25.586 con la seconda o con quella unica. Nel dettaglio a trainare le adesioni sono ancora una volta le femmine che costituiscono il solido architrave dell’intera progettazione con un netto 51,4% contro al 48,6% dei maschi.

Intanto a completare il ciclo di immunizzazione primario è sceso in campo l’84,51% della popolazione vaccinabile residente.

Al contempo non accenna a spegnersi lo slancio verso la dose di richiamo, forte di 11.752 “sì”, pari al 41,63% del totale.

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