Covid Emilia-Romagna, dal 27 dicembre vaccini tutti i giorni per i bambini under 12

L’Ausl Romagna imprime una forte accelerazione sul fronte dei vaccini nella fascia di età dai 5 agli 11 anni. Da lunedì 27 dicembre le iniezioni ai giovanissimi saranno effettuate sette giorni su sette, nelle ore pomeridiane, nelle sedi provinciali e più sedute nelle sedi distrettuali. Per gli under 12, secondo i dati aggiornati al 20 dicembre, in Romagna sono stati fissati 5.124 appuntamenti. La parte del leone viene fatta da Ravenna con 2.131 prenotazioni, seguita da Rimini con 1.218, Forlì con 931 e Cesena con 844.

Queste le sedi provinciali che da lunedì prossimo saranno aperte tutti i giorni dalle 14,30 alle 19,30: Cmp di Ravenna in via Fiume Montone Abbandonato; Ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì (Padiglione Vallisneri-Punto Prelievi); Pediatria di Comunità a Cesena in piazza Anna Magnani; sede provinciale Hub Vaccinale a Rimini. Le sedi distrettuali saranno aperte dalle 14,30 alle 19,30 con sedute dedicate: Faenza (Fiera Pad. B) al martedì e sabato; Lugo (ospedale- Padiglione C piano terra) al martedì e sabato; Cesenatico (ospedale Marconi –ambulatori di pediatria di comunità) per tutti i martedì; Riccione (hub vaccinale) al martedì e sabato.

«È importante – fanno sapere dall’Ausl Romagna – che i genitori provvedano alla prenotazione, per garantire in tempi brevi la copertura vaccinale ai propri figli. Chi aveva già provveduto alla prenotazione, può eventualmente anticipare la data, attraverso i consueti canali. Sarà somministrato il vaccino Comirnaty di Pfizer Biontech con una dose ridotta e con formulazione specifica».

Il primario: «Vaccinate i bambini»

Nel corso di una diretta Facebook con il sindaco di Ravenna, Michele de Pascale, il primario di Pediatria e Terapia intensiva neonatale dell’ospedale di Ravenna, Federico Marchetti, ha ribadito l’importanza della vaccinazione anche per la fascia 5-11 anni: «Nei bambini il covid non è cattivo come negli adulti – ha spiegato Marchetti – ma anche per loro il rischio non è zero. Le complicanze possono interessare soprattutto coloro che soffrono di alcune patologie di base. Questo virus può determinare, in alcuni casi, una condizione tardiva che può manifestarsi a 2-6 settimane dalla contrazione del virus. Nel reparto di Pediatria di Ravenna abbiamo ricoverato 12 bambini che hanno sofferto di questo problema e vi assicuro che è stata una prova difficile, per i bambini, per l’equipe ospedaliera e per i familiari. Si può infatti sviluppare un quadro infiammatorio sistemico che è in grado di coinvolgere tutti gli organi, in particolare il cuore. Per fortuna, all’ospedale di Ravenna nessuno di questi bambini è finito in terapia intensiva».

Marchetti ha annunciato con grande gioia che proprio ieri ce l’ha fatta anche l’ultimo piccolo paziente ricoverato: «Ricordiamoci che il rischio zero non esiste e dobbiamo tutelare le nuove generazioni. Il bambino vaccinato si sente protetto e la letteratura medica mostra (in base all’elaborazione sui 7 milioni di bambini vaccinati negli Usa) che il vaccino riesce a prevenire le infezioni sintomatiche nel 90% dei casi e le complicanze nella pressoché totalità dei casi. Anche sulle reazioni ai vaccini, i dati statunitensi sono molto tranquillizzanti. Per gli adolescenti si sono registrate 3-5 miocardio-pericarditi postvaccinali, tutte con esito favorevolissimo, ogni 100mila casi. Per gli under 12, 14 casi su 7 milioni».

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