Covid e influenza, l’appello dei pediatri: “Vaccinate i bimbi”

Dottoressa Antonella Antonelli, si preannuncia un inverno all’insegna della recrudescenza Covid e dell’influenza: come si devono proteggere i bambini?

«Attenendosi alle indicazioni di precauzione tutt’ora valide: lavarsi le mani, sanificare gli ambienti e gli oggetti, mantenere le distanze – risponde la consigliere dell’Ordine dei medici e segretaria provinciale e nazionale Fimp (Federazione italiana medici pediatri) -. E poi vaccinarli sia contro il Covid che contro l’influenza, perché i vaccini rappresentano la più efficace forma di prevenzione alle forme gravi di malattia. Anche la Regione Emilia Romagna ha aderito al piano vaccinale antinfluenzale pediatrico».

Si parla dell’arrivo di una forma influenzale particolarmente virulenta, è così?

«Sì, è così. Questa influenza, denominata “Australiana”, sarà molto più virulenta delle precedenti e potrà provocare anche complicanze polmonari o di tipo respiratorio. L’esserci coperti per due anni con la mascherina ha impedito al virus influenzale di diffondersi. Si teme, quindi, lo sviluppo di una forma decisamente forte di virus e particolarmente preoccupante tra i soggetti con patologie croniche e fragili, ma anche tra i neonati e i bimbi di età tra i 0 e i 6 anni».

Come accorgersi dei sintomi influenzali piuttosto che Covid?

«Il vaccino facilita la scoperta della tipologia di infezione contratta. E’ normale, infatti, che se ho un bimbo vaccinato con l’antinfluenzale, eventuali sintomi come afonia, mal di gola, mal di testa, febbre, possono essere facilmente riconducibili al Covid. Senza vaccinazioni, invece, l’unico strumento valido è il tampone. Ma, ripeto: entrambe le vaccinazioni riducono complicanze gravi anche tra i bambini. E sottolineo anche il fatto che riducono al minimo il rischio di contrarre entrambe le malattie, Covid e influenza: una cosa molta pericoloso per la salute del piccolo».

Quest’inverno potremmo trovarci davanti ad una sorta di tempesta perfetta, Covid più influenza, visto la fine dell’obbligo delle mascherine?

«La fine dell’obbligo causerà meno attenzioni e si prevede, quindi, che alcune fasce pediatriche saranno più a rischio infezione, sia Covid che influenza. Per questo consiglio le mamme di far indossare la mascherina ai propri figli piccoli, ad esempio in ambienti chiusi o affollati, come i mezzi di trasporto. E cambiarla spesso. La mascherina è un’ottima protezione, se usata bene. Il calo dei contagi da Covid, infatti, dipende molto dal suo utilizzo».

Lei è favorevole all’uso della mascherina a scuola?

«Premetto: qui c’è da fare un discorso più ampio e coinvolgere anche la sfera dei rapporti interpersonali tra bambini e della comunicazione verbale. Io, ad esempio, in ambulatorio indosso sempre la mascherina e noto che quando parlo i bambini stentano, spesso, a comprendermi. Così, mantenendo sempre le distanze, la abbasso per migliorare la comunicazione. Ma, davanti, ad una recrudescenza in atto, ad un aumento pericoloso dei contagi, credo sia giusto, almeno per i bambini dai 6 anni in su, ripristinare l’obbligo della mascherina, come prevedevano le precedenti direttive. Noi medici siamo sfiniti. Un’altra tempesta di contagi e, soprattutto, di malattie gravi come, avvenuto due anni fa, non so se saremmo in grado di sostenerla. Le continue fughe dalla professione sono causate anche da questo: appena uno può, va subito in pensione».

Angelini, dia un suggerimento alle famiglie su come comportarsi

«E’ bene vaccinare i piccoli sia contro il Covid che contro l’influenza, che è anche un modo per salvaguardare la salute di nonni e genitori da eventuali forme gravi di malattia. E poi ai primi sintomi di malessere: tosse, febbre, ma anche un semplice raffreddore, rivolgersi subito al proprio pediatra per capire cosa fare e come comportarsi».

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